QUANDO LA MISURA È COLMA
08/04/2018

Desidero scrivere una mia riflessione sulla situazione di Iannascoli e della sua presa di posizione di ritirare le sue squadre dal campionato di calcio5.
Non entro nel merito della disciplina che non ho mai seguito con particolare interesse, avendo sempre dedicato le mie energie esplorative, di studio e di scrittura, al calcio a undici, e al rugby, però, avendo seguito per diversi anni le vicende di Iannascoli, nella sua qualità di appassionato prima, e dirigente poi, del calcio a undici, e conoscendo le sue radici familiari che gli hanno consentito di ''mangiare pane e calcio'' fin dalla giovanissima età, mi sento di dire che capisco il suo scatto d'ira e la sua decisione.
Decisione che, so per certo, gli ha arrecato una sofferenza personale indicibile e delle reazioni a volte scomposte di chi ha voluto giudicare dall'esterno senza avere la conoscenza di ciò che Iannascoli ha dovuto subire e che ha spiegato benissimo nel suo comunicato stampa di cui riporto alcune righe: ''...Dalla fine dello scorso campionato, la società ha dovuto subire squalifiche di atleti, dirigenti e del campo di gioco oltre a multe che avevano portato a valutare seriamente l’ipotesi di non proseguire con la sua attività. Soltanto per la vicinanza delle Istituzioni e per l’attaccamento alla città, si è deciso di proseguire, anche per difendere la coccarda tricolore nuovamente conquistata e la partecipazione alla Uefa Futsal Cup. Nei mesi successivi la società è stata continuamente bersaglio di ulteriori squalifiche al presidente, al tecnico e a diversi tesserati. A questo si aggiungano la squalifica per doping al nostro portiere Capuozzo, la cui defezione si è sommata a quelle dei nostri giocatori già squalificati dopo gara 1 della serie Scudetto, e successivamente la sanzione a carico di Mati Rosa, squalificato proprio alla vigilia della Final Eight di Coppa Italia per una vicenda della quale questa società è vittima senza avere la possibilità di tutelarsi nei confronti di chi avrebbe commesso l’irregolarità. Il risalto mediatico negativo a seguito dei fatti delle finali playoff e la circostanza di dover giocare l’intero girone d’andata a porte chiuse hanno immediatamente allontanato tutti i nostri principali sponsor ma, malgrado questo, la società ha voluto proseguire, impegnandosi come dimostra anche l’ultima campagna di rafforzamento nel mercato invernale. Nonostante tutte queste problematiche, la società ha organizzato l’Elite Round di Uefa Futsal Cup, portando la semifinale di Coppa dei Campioni per la seconda volta a Pescara, dove la squadra è stata battuta dal Barcellona, sostenendo ulteriori ed ingenti spese. Inoltre abbiamo avuto il fondato sospetto che un nostro giocatore possa aver scommesso sulla sconfitta della propria squadra – la nostra squadra – disonorandone quindi il nome e la storia e falsando il campionato...''
Quando un dirigente, un uomo, è fatto oggetto di così tanti attacchi, può arrivare a dire che la sua misura è colma.
Che la pazienza abbia davvero un limite, declinato in tutte le sue possibili varianti (la misura è colma, la goccia che fa traboccare il vaso e via elencando), è ora una verità dimostrata anche dalla scienza.
Le riserve che ciascun individuo ha di autocontrollo non sono illimitate.
Studi recenti e seri hanno confermato che il dominio di sé è un ''bene finito'', che si esaurisce con l´uso. Una volta prosciugate le proprie riserve, si è meno propensi a mantenere il sangue freddo quando ci si ritrova di fronte a una situazione che richiede autocontrollo. Quando i soprusi da subire sono tanti, si può arrivare a prendere la decisione più drastica. Non è più possibile proseguire a dispetto delle reali situazioni negative, assurdo effettuare importanti investimenti e impegnare molto tempo delle proprie giornate allo sport, quando il risultato viene falsato, evidentemente travisato da scelte accidentali, senza spiegazioni plausibili e contro ogni morale e finalità legate allo sport, quando agonismo e meritocrazia non sono garantite dalle scelte di una Federazione assente e fuorviata dai propri rappresentanti sul campo.
La decisione presa è costata al signor Iannascoli moltissimo sul piano personale e molto altro su quello tecnico federale. E, in aggiunta, deve considerare la faciloneria con la quale alcuni si sono sentiti liberi di esprimere dei giudizi negativi sulla sua persona e sul dirigente facendo raffronti con la sua precedente esperienza nel Delfino Pescara Calcio 1936.
Un'assurdità, considerando le due realtà, e i due impegni personali molti diversi: Quanto detto da alcuni pseudo sportivi, in questi giorni, dimostra solo come troppo facilmente, quasi senza pensarci, ci si dedichi al pettegolezzo, alle chiacchiere vane, alle bugie, alle esagerazioni, e si cada nella diffamazione che consiste nel parlar male del prossimo in modo ingiusto e alle spalle che è molto diverso dalla critica giornalistica. E Danilo Iannascoli, per ciò che ha dato allo sport pescarese, e per quanto ha promesso che farà in seguito, merita rispetto e comprensione. (gianni lussoso).