FATTO IN TEMPO?
02/04/2018

Fatto in tempo? La domanda è più che lecita considerando che mancano solo nove partite al termine del campionato e servono ancora dodici punti per la salvezza.
Nel momento in cui il dissidio tecnico con Zeman aveva raggiunto punte insostenibili, un dirigente avveduto ed esperto, avrebbe cercato di risolvere pacificamente il dissidio stesso, consapevole anche del fatto (anche se non lo confesserebbe mai ad altri) di aver contribuito con due mercati assurdi a rendere difficile la soluzione del problema tattico a Zeman.
Ma, se poi avesse dovuto registrare ancora l'impossibilità di convivere con le idee del tecnico Zeman, avrebbe dovuto puntare subito su un allenatore esperto e non bruciare anche il curriculum tecnico di Massimo Epifani che doveva servire solo a giustificare la presunzione e l'arroganza del ragionier Sebastiani il quale, convinto di avere fatto uno squadrone e che esso meritava quanto meno i play off, voleva dimostrare a tutti la bontà del suo lavoro portando anche il giovane Epifani a riuscire meglio di Zeman che, a suo dire, era stato incapace di gestire gli uomini di talento che gli aveva dato.
Il risultato? Un mese perso, Epifani bruciato senza averne colpa, una classifica che si è mossa di un solo punto e vittoria morale di Zeman nei suoi confronti.
E' arrivato Pillon, farà in tempo il Delfino a riprendere il mare aperto?
Certo è che Pillon è un allenatore esperto.
Ricordo di averlo conosciuto una sera a Tele Padova 7 (mi pare fosse questo il nome dell'emittente) quando fui ospite di una trasmissione insieme al compianto amico Piero Aggradi e con noi c'erano la psicologa Slepoj, quella che aveva avuto un periodo di notorietà televisiva giudicando i calciatori dei ''polli da batteria'' e Bepi Pillon che festeggiava un campionato vinto con il suo Treviso.
Parlammo di calcio ed ebbi la netta sensazione di un tecnico preparato e di un uomo con un forte carattere. Mi disse delle sue tre promozioni consecutive con il Treviso, quando riuscì dalla Serie D ad arrivare in Serie B, in tre anni consecutivi.
Ora Pillon può mettere la sua esperienza a disposizione dei biancazzurri.
Farà in tempo a mettere insieme una sua formazione e a centrare l'obiettivo dei dodici punti?
Sulla carta non sembrerebbe nemmeno un'impresa in quanto ci sono quattro partite interne (Bari, Spezia, Cesena e Ascoli) e cinque esterne (Palermo, ProVercelli, Ternana, Novara e Venezia). Molte di queste partite sono proprio di livello di bassa classifica e, quindi, alla portata di un Pescara appena appena dignitoso, dal punto di vista calcistico.
Il problema è: Quanto sono motivati i giocatori? Che livello di forza fisica hanno ora? Quanto saranno capaci di assimilare in breve tempo dalle lezioni di Pillon? Quanta confusione mentale hanno dopo le due esperienze fatte?
Da cronista non faccio previsioni in quanto, oltretutto, non ho la palla di cristallo e poi dovrei giudicare sull'operato di tre tecnici diversi che devono solo riuscire a mettere una pezza a colori sull'operato dell'unico colpevole del disagio vissuto dal Delfino, Sebastiani.
Da tifoso del Pescara, invece, mi auguro che ci sia il tempo necessario per rimediare e per ritrovare una certa tranquillità.
Sono personalmente dispiaciuto della sofferenza dei tifosi che in questi anni hanno dovuto sorbirsi gli atteggiamenti assurdi di Sebastiani che hanno portato i tecnici Stroppa, Bergodi, Bucchi, Marino, Cosmi, Baroni, Oddo, Zeman, Epifani e ora Pillon a tentare, inutilmente, di porre riparo alle sue ''oscenità calcistiche'', tanto da far loro gridare lo slogan ''Sebastiani vattene''.
Uno slogan inappropriato perché Sebastiani, prima di andarsene, dovrebbe rimettere a posto i conti reali della Società, restituire il maltolto e poi, lasciare ad altre persone più concrete e più sportive che badino ai successi tecnici del Pescara, e non a quelli economici personali.
Mi auguro che Pillon riesca a raggiungere la salvezza e a ricreare le basi per una rinascita biancazzurra, per la sua soddisfazione di tecnico e per la felicità dei tifosi. (gianni lussoso)