SIAMO TUTTI DELLE VITTIME
30/03/2018

Siamo tutti delle vittime: Il Delfino è stato martirizzato da Sebastiani dal 2012 e ora corre il rischio di sprofondare nelle acque melmose della Serie C, anche se non è detta l'ultima parola. Un colpo di coda, e via a riprendere il largo verso il mare aperto.
Analizzando gli avvenimenti che riguardano il ragionier Sebastiani, devo dire che siamo tutti vittime:
- Zeman ed Epifani, che sono stati gli agnelli sacrificali sull'altare della presunzione e dell'arroganza di Sebastiani e dei suoi associati. Ora qualcuno comincia a capire che è stato sottovalutato il lavoro di Zeman che era riuscito, in parte, a limitare i danni degli acquisti delle cessioni sballate. Ora qualcuno comincia a capire che il ragioniere cerca sempre di scaricare le sue responsabilità su altri e Massimo Epifani è stato coinvolto solo per potergli far dire che la colpa era dei due allenatori...
- La tifoseria biancazzurra, che è stata divisa, frastornata, indebolita e incapace di ''leggere'' le realtà quotidiane che, pure, avevamo proposto.
- La stampa, che è stata in parte lusingata dalle carezze del padrone, in parte ghettizzata perché capace di pensare con la propria testa.
Una stampa svilita nella sua funzione di controllo e di denuncia. Il ragionier Sebastiani è riuscito, ma ora l'operazione gli si ritorce contro, a far credere che il cronista critico nei suoi confronti, fosse un nemico suo personale e quindi non credibile.
A quei pochi sempliciotti che l'hanno seguito e creduto, sarebbe facile far capire, se usassero il cervello e non solo le orecchie per ascoltare, che la funzione della stampa non è quella di reggere il microfono al padrone che fa i suoi monologhi senza contraddittorio, o di esaltare ogni sua scoreggia dialettica, ma analizzare, studiare, controllare e denunciare gli errori fatti sia con buone intenzioni (e si sa che la via che porta all'inferno è lastricata di buone intenzioni) e sia in malafede.
Personalmente, avendo a più riprese detto e scritto degli errori fatti nei due mercati (estivo e invernale), della pericolosa intromissione nella nostra vita sportiva del gruppo Moggi Gea, avendo anticipato di mesi le operazioni con la Cina e con l'Uzbekistan, delle fantasiose e irrealizzabili operazioni del Centro Sportivo a Silvi, del mancato acquisto del Poggio che deve essere ancora concluso, degli ''assalti'' falliti alla BBC, dell'interessamento alle Naiadi, e di altre cervellotiche operazioni offerte dal ragioniere alla curiosità del tifoso, solo per stornare i loro interessi dal problema primario e vitale del Delfino, mi sono ritrovato qualche sciocco servitore del ragioniere a spaccare in quattro le mie affermazioni e a dire, in maniera molto impropria ed errata, che avevo sparato delle cavolate giornalistiche, come se i fatti non stessero a dimostrare e a confermare il contrario.
- La città di Pescara, che si ritrova un patrimonio sportivo quasi annullato, anche se è augurabile che queste ultime nove partite facciano uscire il classico coniglietto dal cappello a cilindro.
Siamo tutti vittime, e in molti casi colpevoli della situazione che si è creata: sarebbe bastato contraddirlo nei momenti giusti per fermarlo.
Invece, alcuni ingenui (se non sono collusi) giornalisti, oggi dico e scrivonoo che ci troviamo in una situazione inaspettata e pericolosa...
Inaspettata da chi?
Da chi aveva gli occhi ciechi per comodità professionale e per servilismo umano.
Questa, invece, è una situazione logica, ed è il risultato di una politica societaria sballata che ha radici profonde e giungono fino al 2012!
Chi deve svegliarsi lo faccia, chi deve togliersi l'anello da naso, provveda; chi deve controllare lo faccia; e il ragioniere abbia la decenza, nel prossimo turno casalingo con il Bari, di starsene a casa e di non ammorbare l'aria dell'Adriatico con la sua presenza. (Gianni Lussoso)