SEBASTIANI E IL LIBRO NERO DEL DOTTOR MANCINELLI
07/03/2018

Almeno dieci le voci critiche che appaiono nel rapporto del perito del Tribunale, dottor Mancinelli, che ha messo insieme 65 pagine, più allegati, del suo libro nero che dimostra, ove ce ne fosse ancora bisogno, che il ragioniere Sebastiani ha aggiustato diverse voci di bilancio a suo uso e consumo, evidenziando una mala gestione del Delfino negli anni presi in esame (2015 -2016).
Adesso sarà la Procura della Repubblica di Pescara ad accertare eventuali reati anche di natura penale.
Non intendo esporre in questo mio breve servizio giornalistico il perché dei significativi dubbi del dottor Mancinelli sulla continuità aziendale e sui bilanci che hanno portato cifre sempre diverse per decine e decine di milioni di euro (non bruscolini).
Il dottor Mancinelli ha preso in esame molte operazioni per contanti prive di documentazione di supporto; iscrizioni di crediti per imposte anticipate e giustificate in maniera incoerente (parole del relatore); costi pluriennali settore giovanile e spostamenti di cifre e di valori non giustificati. Oltre ai dubbi su operazioni di cessione giocatori.
Da aggiungere che, prima di arrivare alla stesura della relazione ha ascoltato in contraddittorio le parti rappresentate dai rispettivi avvocati che hanno presentato memorie piuttosto articolate.
La dettagliata consulenza tecnica adesso passerà al vaglio del Tribunale delle Imprese e probabilmente della Procura.
Quindi, come prima riflessione da giornalista, e non da commercialista, posso ben dire che la gestione di Sebastiani non è poi così splendida da fargli dire in più di una occasione che lui è un grande esperto e che i suoi conti non fanno una piega ed è risibile la sua ingenua giustificazione, dopo la notizia del deposito della relazione, che Danilo Iannascoli era l'Amministratore delegato e che quindi non capisce il motivo di questo suo atteggiamento.
Senza saper né leggere, né scrivere di diritto, mi viene da pensare che, se un Amministratore delegato vede il suo presidente fare operazioni ''border line'', o se volete, irregolari, e non riesce a poter vedere i registri, chiaramente, per difendere anche la sua posizione personale, e per non vedersi accollare responsabilità altrui, abbia deciso di dimettersi e di chiamare in causa le autorità competenti che, almeno stando alla prima lettura della relazione, avranno di che giudicare.
I tifosi hanno atteso quasi sette mesi per sapere se i conti erano in ordine o meno, possono ben aspettare un altro paio di mesi per sapere chi è realmente il presidente del loro amatissimo Delfino.