L'ASSASSINO (METAFORICAMENTE PARLANDO) TORNA SEMPRE SUL LUOGO DEL DELITTO.
04/03/2018

Zdenek Zeman non è più l'allenatore del Pescara.
Il Presidente Sebastiani nella notte ha maturato la decisione di sollevare il tecnico dal suo incarico, circola con insistenza il nome di Epifani, attuale allenatore della Primavera, come sostituto per la panchina della Prima squadra biancoazzurra. Questo il comunicato ufficiale diramato dal club abruzzese: ''La Delfino Pescara 1936 comunica di aver sollevato dall’incarico l’allenatore della Prima Squadra Zdenek Zeman ed il suo staff tecnico. Ringraziandoli per la professionalità profusa in questi mesi la Società augura al tecnico e ai suoi collaboratori le migliori fortune professionali''.
Le solite frasi di circostanze e le solite bugie tanto care al carattere del ragioniere Sebastiani che, come l'assassino delle storie gialle, è tornato sul luogo del delitto.
Si capisce bene che ritorna per controllare che non abbia lasciato indizi oppure se ha dimenticato qualcosa o per vedere se sono sulle sue tracce oppure, a volte, ne è attirato visto che il luogo dove è avvenuto il delitto ha per lui un fascino magnetico.
E' una sorta di rituale che risiede nel piacere sadico e sottile di veder compiuta la propria opera, e carpirne il lato emozionale e, al contempo, lancia una sfida a tutto l'ambiente, certo com'è dell'appoggio dei suoi leccapiedi che da anni, dal 2012, lo stanno sostenendo in questi omicidi ai danni del Pescara e che lo hanno fatto diventare un vero temibile serial killer convinto della sua invulnerabilità.
In questi anni ha ''ucciso'' letteralmente il calcio pescarese dando le colpe a Stroppa, Bergodi, Brucchi, Marino, Cosmi, Baroni, Oddo, Zeman: otto omicidi impuniti in sei anni.
Finora è riuscito a cavarsela con l'aiuto di alcuni cialtroni della stampa locale, con la connivenza di alcuni politici locali, con l'appoggio di alcuni complici che lo hanno prima istruito e poi lanciato nel mondo del crimine calcistico (sempre parlando per metafora).
La più nota delle concezioni lombrosiane, fu la teoria del cattivo per nascita, che possiederebbe disposizioni congenite alle quali si univano particolari caratteristiche anatomiche, fisiologiche e psicologiche come: il taglio della bocca con labbra sottili e piegate all'ingiù, occhi sfuggenti e borse molto evidenti, sopracciglia spesso corrugate e con un disegno ad arco imperfetto, naso leggermente prominente con due tagli decisi agli angoli che scendono verso il labro superiore...
Insomma bastava guardarlo per capire che il calcio, per lui, non era mezzo di felicità e di passione sportiva, ma l'occasione per diventare ricco e potente.
C'è riuscito anche perché gli bruciava la definizione di presidente più povero della serie A e allora ha preferito scendere di categoria e attrezzarsi per aumentare il malloppo.
Intelligente, furbo, senza troppi freni inibitori, cresciuto alla scuola dell'Acerbo ha coltivato le giuste frequentazioni con il suo professore di ragioneria ha scoperto il leasing e il mondo delle alchimie bancarie, dopo di che ha salito altri gradini e sulla scuola di altri tecnici tipo Cragnotti, Lotito e Moggi, ha scoperto il mondo delle plusvalenze e dei traffici dei calciatori under 19 tanto da diventare un esperto in materia.
Con gli altri allenatori ha avuto vita facile, con Zeman, un po' meno ma ha avuto la fortuna di trovarlo in un periodo di ''stanchezza mentale'' che lo ha portato a dire che, comunque, gli acquisiti del presidente andavano bene e ha avallato, da sciocco, una politica che gli è costato l'esonero.
Aveva tentato di dire, a settembre, che la squadra non aveva una vera fisionomia, che mancavano sostanza e qualità, e aveva chiesto solo tre giocatori, ma ha dovuto fare buon viso e cattivo gioco e accettare delle mezze figure che, pure, dovevano fare un certo numero di presenze per far guadagnare soldini al nostro mercante certo della riparazione a gennaio, che non c'è stata.
Sempre forte della presenza del suo stellone, e dei venali della informazione e del tifo, crede ancora di poter fare il suo comodo tanto il colpevole è Zeman.
Nel corso dei suoi omicidi il killer biancazzurro ha cancellato, lui crede, tutti i gli indizi e le tracce che potevano accusarlo e continua a fare il gradasso e a gonfiarsi con le plusvalenze ma non cura particolarmente la pressione e potrebbe scoppiare da un momento all'altro. (Gianni Lussoso)