CACCIA AL COLPEVOLE
04/03/2018

Si è aperta la caccia. Ora tutti con il ''fuciletto'' imbracciato cercano di sparare su chi è il colpevole della strana situazione del Delfino... dico strana perché, pur perdendo punti preziosi e dimostrando una fragilità di carattere, di gioco e di organico, è lì ad un tiro di schioppo dalla zona nobile.
Non capisco perché in Italia bisogna sempre andare a caccia di un colpevole. Le questioni andrebbero studiate, capite e affrontate guardando avanti, cioè alle possibilità di soluzione; mentre da noi si guarda indietro. La domanda non è ''cosa possiamo fare, come possiamo migliorare?, ma ''di chi è la colpa dello sfascio?. Tutti ad esercitare il mestiere del giudice che è diventato lo sport pescarese.
E la cosa che fa sorridere è che sono proprio quelli che hanno sempre sostenuto il mercante reo della situazione, a chiedersi chi è il colpevole.
Basterebbe parlare con dei tifosi, scelti a caso, non quelli gettonati, e capisci subito che il colpevole è il ragionier Sebastiani in primo luogo con i suoi collaboratori che hanno colpe ridotte considerando che spesso sono stati bypassasti dal ragioniere che si è scoperto ''laureato in scienze calcistiche'' e quindi opera da primario e crede di saperne più di tutti.
Altro colpevole è il maestro Zeman perché ha creduto di poter rimediare con la sua maestria ai danni del mercante e si ritrova ad un passo da una figuraccia e da un esonero che appare sempre più vicino e che solo la tirchieria del mercante ritarda per non pagare un altro stipendio certo come sono tutti che Zeman non darà mai le dimissioni.
Altro colpevole la stampa nel suo insieme, fatta eccezione per alcuni che hanno dovuto sorbirsi le offese del mercante per la loro indipendenza culturale calcistica e per non aver sostenuto le sue esternazioni, a volte ridicole, altre piene di presunzione non sostenuta da una vera preparazione calcistica.
Manca una parola nel Delfino di oggi, ed è la parola fiducia. Non c’è fiducia perché non ci si fida. E se non ci si fida, non si può guardare al futuro con positività. Può aver fiducia un mister quando sente che il probabile successore è già in città?
Non c’è fiducia perché manca un’educazione sportiva che aiuti dirigenti e tifosi a considerare la società di calcio come un bene comune.
Infatti, il mercante lo considera come sua proprietà personale e strumenti di arrampicata sociale e di arricchimento. I tifosi hanno spesso confuso, per fortuna la maggioranza è sana, l'interesse della tifoseria con quella del padrone e lo hanno sostenuto senza far sentire il loro dissenso fino al momento in cui la frittata era stata fatta e mangiata con gusto dai cialtroni d'oltre Tevere.
Si è disposti a impegnarsi per cambiare le cose soltanto se si è convinti che le cose possono cambiare, che la realtà contiene un positivo. Ma la rabbia, cattiva consigliera, non fa vedere il percorso utile da seguire e l'arroganza di Sebastiani, che scarica le colpe su Zeman dimenticandosi di avergli dato una squadra senza sostanza e con poca qualità, anche se cerca di confondere le idee dicendo che la sua squadra è da play off. Pertanto non resta che la rassegnazione e la caccia al colpevole. Che tristezza. (gianni lussoso)