IL ''NASTRO DEI RICORDI'' DI CAPALDI SARÀ PRESENTATO ALL'AQUILA IL 10 MARZO
03/03/2018

''Il Nastro dei ricordi'' di Dante Capaldi, editore Ape, giunto alla sua seconda edizione, sarà presentato il 10 marzo alle 16,30 all'Aquila, Palazzetto dei Nobili, in occasione del 50° anniversario della scomparsa del Confratello Benefattore ingegnere Bernardino Pacilli nel corso di una conferenza della Fondazione Pacilli, in collaborazione con la Società di San Vincenzo de' Paoli.
Il libro sarà presentato da Ferdinando Nardecchia mentre il moderatore sarà il dottor Angelo De Nicola e tutta la manifestazione sarà arricchita da un intervento musicale del maestro Vincenzo Guglielmi e della sua Scuola di Chitarra.
''Il Nastro dei ricordi'' ci fa rammentare che “La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.”
Il tempo e i ricordi, sono le colonne portanti di un romanzo autobiografico che si dipana dal 1940 ad oggi.
L’orologio non si ferma mai e a volte lo spietato ''tic tac'' è vissuto come un consiglio a fermarci un attimo e rivedere ciò che è stato.
Il tempo dà e il tempo toglie: è quello che guarisce le ferite o regala momenti di felicità ed è anche quello che non può essere sprecato, che ci priva di ciò che fino a un attimo prima ci aveva fatto stare bene.
Il tempo che passa è la costante inesorabile della nostra vita, ed è sempre lì a ricordarci che qualcosa sta per iniziare e qualcos’altro per finire o per trasformarsi.
E ci pervade un senso di amarezza di cose vissute e poi perdute, a volte dimenticate. E Dante Capaldi ha voluto ricordare, per sé stesso e per gli altri i momenti catartici della sua vita.
Nel bene e nel male ogni attimo che viviamo è rilevante perché gioiamo, piangiamo, abbiamo paura, ci arrabbiamo e ciò che rende il tempo così influente nelle nostre vite, non è dunque la semplice memoria degli eventi ma la qualità e il ricordo affettivo che li identifica.
E di ricordi, con Dante, ne ho tantissimi. Ci conosciamo e ci frequentiamo dal 1961. Spesso le nostre vite professionali si sono intrecciate saldando ancora di più i vincoli dell'amicizia.
Leggo il suo libro e ricordi gli anni dei nostri inizi nel giornalismo che contava. La sua capacità di diventare una ''firma'' nonostante vivesse in provincia, l'Aquila. Nelle sue pagine fantastiche che sono prosa ma sanno di poesia, rileggo e rivivo le avventure vissute al seguito dell'Aquila calcio e dell'Aquila Rugby.
E poi, come non ricordare le sue fantastiche iniziative nel mondo dell'editoria radiofonica e televisiva.
Dante ha il merito di avere tracciato un percorso giornalistico che altri hanno seguito e a volte i meriti non gli sono stati riconosciuti ma accreditati ad altri che si sono vestiti del suo talento. Capita spesso che altri indossino i nostri abiti ma le verità non hanno scadenze e tornano alla memoria.
Ecco, questo è il pregio di questo lavoro: riportare al presente i tanti fatti del passato che non sono solo patrimonio della persona di Dante, ma di tutto il mondo in cui ha vissuto, spendendo le sue energie e i suoi talenti, che lo ha visto protagonista come insegnante, come direttore didattico, come preside, e poi con i suoi multiformi interessi nel campo della comunicazione.
Un romanzo autobiografico ma anche una lezione di vita, e scorrono nelle varie pagine, ben delineati, i personaggi che si sono incrociati con il suo percorso di vita e di lavoro.
Pagine splendide che ci fanno rivivere i suoi momenti a volte gioioso e altre meno come per esempio l'esperienza del terremoto del 2009 e il forzato ''esilio'' sulla costa pescarese dove ha saputo rinverdire i suoi valori giornalistici.
Con rapide pennellate Dante è passato dalle avventure giornalistiche, che lo hanno portato ad incontrare personaggi, a volte anche inquietanti, penso a Badalamenti, a volte di struggente emozione, come la gatta Giada, che coprono quasi tutte le attività umane dal pensare allo scrivere all'agire al lottare per la vita.
Questo suo romanzo ci dice che il vivere non è facile ma che bisogna imparare a farlo per se stessi e per i familiari che hanno costituito sempre la parte più importante della sua vita. E leggi pagine splendide sui rapporti con Aurelio, splendido giornalista, con Pierluigi, ottimo avvocato, con la moglie Lina insegnante di grande spessore e via via tutti gli altri personaggi dai nipotini (figli di Pierluigi) a quelli che ha incontrato nel suo peregrinare e a cui sempre ha elargito sorrisi, aiuti, consigli disinteressati.
La generosità di Dante è riconosciuta da tutti e anche questa volta ha deciso che il ricavato del romanzo andrà totalmente in beneficenza, a testimonianza del suo amore per la città e per i meno abbienti. (Gianni Lussoso)