I TIFOSI IN BALIA DI DUE ''ZILLIOSI'', L'UNO PUNTIGLIOSO, L'ALTRO ''CAPRA''
25/02/2018



Poveri tifosi, lasciati in balia di due personaggi che, per motivi personali, stanno distruggendo una realtà valida fino a due anni fa circa.
Zeman sta distruggendo pian piano il rapporto con i tifosi preso com'è dalla sottile guerra psicologica che sta combattendo contro Sebastiani.
Si sa che con il passare degli anni si diventa puntigliosi e poco propensi al dialogo, e in quest' ottica va visto l'irrigidimento di Zeman rispetto ad alcune soluzioni tattiche che non stanno pagando, anzi!
Ed è un grosso peccato perché la sua cultura calcistica dovrebbe offrire qualcosa di meglio, nonostante i giocatori non li abbia scelto lui.
Sebastiani ha solo un alibi: non ha cultura calcistica. Anzi, a dirla tutta, non ha nemmeno cultura, se per essa intendiamo il complesso che include le conoscenze, le credenze, la morale, le abitudini e gli oggetti materiali di una comunità.
Nella società in cui viviamo il concetto d'identità, ha due aspetti rilevanti: da una parte si riferisce al modo con cui l’individuo considera e ''compone'' se stesso come membro dei vari gruppi sociali cui appartiene o fa riferimento, da quello etnico alla comunità, al cerchio dei conoscenti, amici e parenti con i quali vive, lavora, si confronta.
Dall’altra questo concetto riguarda le norme, gli usi, le abitudini che consentono a ciascun individuo di pensarsi, muoversi, esporsi rispetto a se stesso, agli altri, ai gruppi sociali che abita vivendo.
In conformità a quanto sopra è facile dire che il ragionier Sebastiani è un incolto. Sgarbi lo avrebbe definito ''capra''.
Mancando di cultura calcistica, i suoi rapporti con i tifosi non possono essere che di mancanza di rispetto, di imposizione dei suoi pensieri anche se sballati, di programmazione indirizzata a fare affari e non a conquistare risultati sportivi.
Essendo un incolto, non vuole e non può confrontarsi senza soffrire con chi ragiona con il cervello e con il cuore e allora si circonda di lecchini, di ruffiani,di arrivisti e di mercanti che parlano la sola lingua che capisce.
Essere incolto, però, non significa essere sciocco, tutt'altro; anzi la sua furbizia è tale che lo porta a saper scaricare sempre sugli altri le sue colpe.
Ora ha puntato il suo dito accusatore su Zeman che non sa mettere in campo i giocatori; che l'ha indotto a liberarsi di alcuni atleti che, per lui, erano il top. Prima di Zeman le colpe erano di De Cecco, Iannascoli, Stroppa, Oddo, Repetto e via dicendo.
Sostenuto da alcuni pennivendoli, e da un gruppetto di tifosi ammaestrati, crede di poter prendere tutti per i fondelli e di avere sempre ragione.
Il risultato, però è che il pubblico cala sempre di più e nemmeno tutti gli abbonati vanno più allo stadio. La tifoseria è spaccata e ridotta a non contare più del due di briscola. Il passivo cresce, le voci di bilancio ambigue non sono spiegate, le alleanze discutibili vanno avanti, il traffico di giocatori è andato alla grande nei due settori, giovanissimi e atleti da carrello dei bolliti, con i quali far giostrare le cifre da proporre agli abbocconi di turno.
Molti tifosi, che vorrebbero conoscere le verità, e che non si sentono rappresentati dalla tv e dal giornale di riferimento, si chiedono perché io, considerato da più un giornalista libero e coraggioso, non sia ospitato nei vari salotti e dimenticano che, quotidianamente, propongo i miei servizi da una televisione (TVQ can. 19) e che non potrei in alcun modo fare concorrenza alla mia televisione andando a far aumentare l'audience delle altre.
Tornando al momento vissuto dalla Pescara calcio, sempre per la mia fede che mi porta a credere che più nera della mezzanotte non può essere, aspetto l'alba e mi auguro che tra i due ''zilliosi'' si riapra un dialogo costruttivo, ma non bisogna perdere tempo (Gianni Lussoso).