SEBASTIANI ARRIVERANNO ANCHE LE DOMANDE SCOMODE E SARÀ QUELLO IL MOMENTO DEL PROCESSO MEDIATICO
22/02/2018

Il ragionier Sebastiani è in brodo di giuggiole: parla male di Zeman e i suoi reggitori di microfono gli fanno da megafono. Non ha una stampa che gli fa domande scomode perché la stampa è rappresentata, in loco, dal Centro il cui amico Pierangeli è uno dei proprietari e da Rete8 sempre di proprietà dell'amico e socio Pierangeli.
Unica voce critica, oltre la mia, è quella di Pier Paolo Marchetti, Il Messaggero, e la cosa mi riempie di soddisfazione giacché considero Pier Paolo il mio figlioccio giornalistico visto che è cresciuto nella ma redazione di 7Giorni7 e lì ha preso lo slancio con la iscrizione all'Ordine fatta da me.
Non ha, il ragionier Sebastiani, nemmeno la preoccupazione dei tifosi in quanto molti si sono defilati per rottura di scatole; altri per sopravvenuta noia e disinteresse avendo capito che i loro sacrifici servivano solo ad ingrassare il culo dei mercanti votati al calcio; una bella percentuale lotta e si agita seguendo le trasferte e facendo sentire la propria voce che, però, non arriva alle orecchie del Mercante nostrano, che se ne infischia e, per i motivi sopra accennati crede di avere tutto sotto controllo; e poi c'è una piccola frangia di sostenitori motivati o dalla incapacità di capire cosa effettivamente sta avvenendo nei piani alti di viale Bovio e in alcune segreterie politiche e della Fondazione, o dalla paura che, andando via il ragioniere, la società biancazzurra non abbia altri capaci di tenerla in vita e quindi accettano il male conosciuto rispetto all'ignoto; oppure perché ne hanno convenienza di vario genere.
Quello che mi sorprende ma che capisco, anche se non giustifico, è la lamentazione di alcuni tifosi che rimproverano, a certi giornalisti, di tenere il cordone del ragioniere ma nello stesso tempo accusano il sottoscritto di essere duro con Sebastiani e si giustificano dicendo che sono prevenuto nei confronti del povero ragioniere che deve subire i miei attacchi fatti perché ho una ''guerra personale in atto''.
Tutto questo lo capisco perché i poverini non sono abituati, ormai da un lustro circa, a sentire le critiche di un giornalista che non fa la guerra ma racconta i fatti. Semmai sono i fatti ad accusare di varie ignominie calcistiche il ragioniere: movimentazioni fasulle, vendite e svendite realizzate con il patrocinio dei consigliori romani e milanesi; traffico di giovanissimi con relative plusvalenze fittizie; storno di capitali per progetti fantasiosi; esaltazione di attività fatte solo sulla carta e mai portate avanti... e via di questo passo.
Pertanto, capisco, anche se non giustifico, che questi tifosi, ubriachi di felicità perché possono dire la loro, credendo di avere parità polemica, senza avere le opportune basi di cultura calcistica, esprimano giudizi negativi nei confronti di chi non conoscono, di chi ha cinquantadue anni di professione a livelli non solo nazionali, che ha pubblicato decine di libri sul calcio pescarese, che è stato il tutor di circa cento giornalisti abruzzesi (i documenti dell'Ordine lo confermano).
Del resto sono liberi di farlo, anche se spesso appaiono come asini, che ragliano alla luna, e sarebbe bene capissero che possono anche travestirsi da cavalli, ma sempre asini restano.
Stessa cosa vale per Sebastiani, può anche pensare di camuffare la sua vera natura con panni griffati, ma arriverà il momento delle domande scomode, e allora sarà un processo mediatico che non potrà soffocare o evitare. (Gianni Lussoso)