SIA CHIARO, NON SONO IN GUERRA CON SEBASTIANI.
05/02/2018

Qualcuno ha detto che ''Lussoso è l'unico, tra i giornalisti, che ha il coraggio di parlar male di Sebastiani, anche se non capisco, a volte, la sua posizione.''
Chiarisco, visto che per qualcuno ce n'è bisogno, che non sono in guerra con Sebastiani, così come non lo ero con Galeone o con gli altri allenatori e dirigenti con i quali, giornalisticamente, mi sono scontrato.
Nel fare il mio lavoro (con coraggio lo ammetto, anche se qualche volta mi costa delle sofferenze) riporto e commento i fatti. Sono quindi i fatti che parlano male di Sebastiani. Quando in un mio precedente articolo ho commentato ben ottantadue movimentazioni di mercato nella sua gestione, e non tutte giustificate da necessità tecniche ma solo dall'ingordigia di impolpare plusvalenze fittizie, è chiaro che sono i fatti a parlar male del ragioniere e non il sottoscritto che non è un guerra con nessuno.
Per quanto attiene, poi, la mia posizione, essa è semplice da capire: atteggiamento eretto e non prono, cioè con il volto piegato verso terra... dinanzi al padrone. Se altri hanno scelto di fare da zerbino è una loro scelta, che non accetto ma che posso giustificare, visto che non tutti hanno la forza di accettare le ''sofferenze'' che certe posizioni ti fanno subire.
Comunque non so se ho ragione io, a lottare contro un padrone che ha tutte le carte in mano e che può fare e disfare a suo piacimento, visto che deve rispondere dei suoi atti solo alla sua coscienza e ai suoi soci, e che può infischiarsene, come quotidianamente fa, dei tifosi che non hanno alcuna possibilità di essere ascoltati, specie ora che non sono più una vera forza capace, come una volta, di essere ascoltata.
Oggi i tifosi, e devono farsene una ragione, a Pescara sono solo dei clienti.
Le voci isolate non raggiungono l'orecchio del padrone che se ne frega. L'unica voce che può e deve ascoltare e a cui dovrà rispondere, è quella del socio che lo ha contestato ufficialmente, il signor Danilo Iannascoli, e l'altra voce è quella della Magistratura che, a quanto mi è dato sapere, non tarderà a far conoscere il risultato del suo controllo contabile.
Quindi, e i tifosi devono farsene una ragione, è inutile che scrivano Sebastiani vattene. Non hanno la forza per spingerlo a farlo, né Sebastiani è così ingenuo da farsi intimorire da voci discordi e isolate e lasciare un'attività che gli rende in modo evidente, tanto che il suo patrimonio personale è salito di molto in questi sei anni di gestione calcistica.
Se vogliono che vada via devono, o aspettare che sia sazio e lasci la tavola, o sperare che la Magistratura lo fermi.