SOLO CLIENTI E NULLA PIÙ
01/02/2018

Ormai l'hanno capito anche i più sprovveduti: per la società di calcio, i tifosi sono soltanto dei clienti e nulla più. Buoni solo a rimpinguare le casse sociali, anche se il ''cassiere'' afferma che la percentuale relativa alla vendita dei biglietti e degli abbonamenti, è irrisoria. Pertanto, ora più che mai, i tifosi pescaresi non hanno più voce in capitolo. Lontani i tempi in cui la forza della Curva Nord era tale da condizionare anche le scelte societarie e quando dicevano qualcosa di ufficiale erano ascoltati.
Con una politica sottile il ragionier Sebastiani è riuscito a demolire lo zoccolo duro dei quasi cinquemila della Curva che ora sanno esprimersi solo con delle vocine imbarazzanti per la loro inutilità.
E' storia, quando i ragazzi della Nord riuscirono ad allontanare dalla società alcune iene assetate di sangue biancazzurro che volevano spolpare il poco che era rimasto dopo alcune gestioni assurde del dopo Scibilia.
I tifosi avevano espresso un solo desiderio, accontentare Zeman con l'unica richiesta fatta: un vero centrocampista di valore.
Al termine del mercato di riparazione (più corretto sarebbe definirlo mercato di impoverimento tecnico) il Pescara ha preso in prestito Gravillon, Fiamozzi, Machin, Falco, Yanga, Bunino, Vidovsek...
Questi i giocatori di proprietà che hanno mercato e sono rimasti: Fiorillo, Crescenzi, Perrotta, Fornasier, Brugman, Pettinari.
Mazzotta che va in scadenza.
Il Pescara ha ceduto in prestito secco Franck Kanoutè all'Ascoli. Latte Lath tornato all'Atalanta. Forte passato al Monza, mentre il giovane Paolucci (Teramo) è passato al Monopoli. Ha rescisso il contratto il centrocampista Milicevic. Rossi prestato al Teramo.
Realizzato lo scambio Bunino - Mancuso (che resta in prestito al Delfino fino a giugno) con la Juve.
Concludendo sui vari movimenti ora abbiamo questa rosa:
Portieri: Fiorillo, Savelloni, Vidovsek.
Difensori: Fiamozzi, Balzano, Perrotta, Mazzotta, Campagnaro, Crescenzi, Gravillon, Fornasier, Bovo, Coda, Stendardo, Elizalde.
Centrocampisti: Proietti, Carraro, Machin, Brugman, Palazzi, Coulibaly, Valzania, Falco.
Attaccanti: Capone, Pettinari, Mancuso, Cappelluzzo, Yamga, Baez, Cernaz, Cocco, Bunino. Totali: 32.
Qualcuno, giustamente, si chiede: Perché tante movimentazioni e continui trasferimenti di giocatori? Perché questa girandola di nomi, in entrata e in uscita, senza mai tenere presente la necessità di comporre un'ossatura omogenea ed equilibrata nei vari reparti?
La buonanima di Scoglio avrebbe detto: Sono operazioni fatte ad minchiam.
In principio fu la plusvalenza. Oggi, c'è il prestito con riscatto e bonus. Stratagemmi vecchi e nuovi dei club per far quadrare i conti. La plusvalenza reale è virtuosa: un giocatore comprato a pochi euro o cresciuto nel vivaio esplode ed è rivenduto come un fenomeno.
Più spesso, però, le plusvalenze sono solo virtuali: due club scambiano alla pari, valutandoli con cifre vertiginose, coppie di giocatori anonimi, iscritti a bilancio con valore basso. Non movimentano un euro, ma incrementano il patrimonio.
Esiste dunque la possibilità di costruire squadre mordi e fuggi a costi ridotti per la dare la caccia a ricche plusvalenze.
Altra pratica recente: il bonus. Nei contratti dei calciatori lo stipendio è vincolato al rendimento sportivo: atleta e club dividono il rischio di una stagione incerta. Più un calciatore rende, più il club incassa e può pagare premi. Il vantaggio non è fiscale, ma finanziario: i bonus sono pagati a fine stagione o a inizio di quella successiva.
Per iscriversi ai campionati è sufficiente aver pagato gli emolumenti fino ad aprile. Il bonus è assai frequente anche nelle compravendite fra club: una parte del corrispettivo, è legata a traguardi individuali o di squadra, talvolta facilmente raggiungibili, la formula ha solo un'utilità finanziaria, per procrastinare parte della spesa.
Infine, c’è la cessione del marchio. Le società vendono a una controllata la titolarità o la gestione del brand: sistemano i conti, rinviano a un secondo momento l'iniezione reale di capitali. Tutto questo ''maneggio'' si realizza seguendo le istruzioni di Agenzie specializzate che, di fatto, comandano all'interno delle società ed entrano, con forze politiche locali, nei discorsi di costruzione dei nuovi impianti, dove è possibile ravanare a piacimento. Chiaro? (Gianni Lussoso)