ZEMAN CERCA CONFERME...
04/01/2018

Se qualcuno pensa che ci sia tutto il tempo necessario per fare un buon mercato, sbaglia di grosso. Siamo già al 4 di gennaio e arrivare alla fine del mese ci vuol poco, un semplice batter d’ali, specie se le idee non sono chiare.
Zeman non è andato all’incontro “tecnico” con Seba perché aveva già detto tutto al presidente e la sua presenza serviva solo a dare sfogo agli eventuali mugugni del ragioniere che non vuole dare troppo spazio all’allenatore che è “solo un dipendente della sua società”.
Mentre Zeman attende conferme: un portiere, un centrale difensivo, un centrocampista con determinate caratteristiche, un attaccante esterno per poter dare freschezza atletica e peso tecnico alla squadra, se si vuol partecipare ai play off, il ragioniere è preso da altre motivazioni che dicono come, nei tanti movimenti di acquisti, cessioni e prestiti, c’è da ricavare delle “creste” importanti.
Quindi due pensieri diversi: Zeman per le conferme e Sebastiani per le plusvalenze.
In mezzo il tifoso che appare, oggi come oggi, quello più bisognoso di affetto, di simpatia e di rispetto.
Seguire una squadra quando tutto va bene e arridono i risultati, è facile; ma seguirla quando la programmazione è solo una parola; quando il presidente conferma di essere a digiuno di “etica sportiva”; quando il suo staff di tecnici della comunicazione è espressione del dilettantismo più asinino; quando i “veri padroni” sono fuori dell’Abruzzo; quando gl’impegni più evidenti non sono quelli relativi alla conquista di risultati sportivi, ma solo di operazioni lucrose e quando i reali incassi (giustamente e pervicacemente perseguiti) non sono reinvestiti per rafforzare la squadra ma per altri fini congeniali alla filosofia mercantile del massimo dirigente, è grande merito dei tifosi quello di avere la forza di andare avanti sulla spinta della passione e sostenere ugualmente un sodalizio che non intende assolutamente capire quanto, esso tifoso, sia importante nella economia della realtà sportiva di una città.