ZEMAN NON SI PIEGA...
03/01/2018

Non ci fu il faccia a faccia Sebastiani-Zeman, perché il presidente non si presentò al Poggio. Il 2 di gennaio doveva esserci un altro incontro “tecnico” con Sebastiani e Zeman e questa volta è stato l’allenatore a rimanersene nella sua Palermo, in vacanza, mentre i giornali locali e anche il nazionale Corriere dello sport presentava questo titolo: Pescara da aggiustare - Mercato: incontro Zeman, ds e presidente.
Zeman ribadisce a destra e a manca che non aveva nessun concreto motivo di interrompere le vacanze in quanto il presidente sa benissimo quali sono le sue richieste e quindi è Sebastiani che, visto che fa tutto come il noto capostazione di Alanno, deve comunicargli quali giocatori gli ha lasciato per cominciare il lavoro il 7 di gennaio prossimo.
Sembrano scaramucce di poco conto e, invece, sono i concreti sintomi di una situazione che diventerà, nelle prossime settimane, sempre più insostenibile e a pagare, come sempre, saranno solo e soltanto i tifosi che, dopo tanto tempo, hanno capito di essere solo “Clienti” che devono passare dalla cassa e che oltre a lanciare qualche coro dissidente non hanno alcuna voce concreta in capitolo.
Questo è, anche se fa sentir male e fa soffrire il cuore di coloro che amano il Pescara e sono sempre pronti a sacrificarsi “Per la Maglia”.
La situazione attuale poggia su tre azioni verbali: sfoltire, acquistare, programmare.
La rosa è talmente ampia e male assortita da necessitare un intervento drastico di cesoie per sfoltire i tanti rami secchi e inutili, almeno per le esigenze del Pescara.
Acquistare quattro elementi per ricoprire, non a chiacchiere o con operazioni di comodo alla maniera “collaudata” dal consulente romano, un portiere per sostituire Pigliacelli ceduto al Vercelli, un difensore centrale giovane e rapido, un centrocampista di spessore e di peso, un attaccante esterno.
Altro verbo da coniugare, e non è il meno importante, è programmare.
Se si vuole lottare per partecipare alla lotteria dei play off bisogna che arrivino davvero questi quattro validi elementi che Zeman ha precisato al presidente, sempre che sia Zeman a condurre le danze fino alla fine della stagione.
Ci sono dubbi?
Prima di Ascoli la tentazione del ragioniere era molto forte e puntava alla sostituzione del tecnico, ma, visti il pareggio esterno e la vittoria interna con il Venezia, la decisione è stata difficile da prendere e, forse, Sebastiani, sperava di far esplodere una eventuale bomba nel corso dell’incontro del due gennaio che non c’è stato.
A questo punto il presidente potrebbe guardare agli interessi della società e a quelli dei tifosi e aderire alle richieste del mister e farlo lavorare in santa pace. Oppure potrebbe fare tutte le operazioni possibili in uscita e non acquistare gli elementi chiesti dal mister, ma fare, come gli è abituale, solo qualche movimento caotico, irrazionale e irrefrenabile, con i vari prestiti, solo per sostenere la politica personale finora portata avanti, e sperare che Zeman, scocciato, si dimetta.
Ma il “Boemo” da quest’orecchio non ci sente e non si piega...
Sa bene come il ragioniere abbia a cuore i suoi soldini e la vendetta può essere solo quella di fargli scucire fino all’ultimo euro contrattuale.
I movimenti in corso d’opera, sono tanti e tutti da definire nelle prossime giornate e si va da Pigliacelli a Ganz, costato circa 1.5 milioni di euro pagabili in tre rate alla Juve e con contratto quadriennale (!), per concludere, poi, con alcuni ritorni, tipo Vitturini, e con i biglietti di sola andata per coloro che hanno concluso il periodo di vacanza al mare, e con le cessioni di un paio di elementi per avere qualche aumento di cassa che faccia meglio digerire il passivo ufficializzato di sette milioni e rotti di euro. (Gianni Lussoso)