QUANTO CONTANO I TIFOSI BIANCAZZURRI?
12/12/2017

Quanto contano i tifosi Biancazzurri? Mi pongo questa domanda perché sono un giornalista datato e mi ricordo gli anni passati in cui i tifosi, organizzati e non, avevano peso politico e concreto nelle scelte societarie. Ricordo quando i pescaresi si tassarono per riavere Tontodonati dal Torino che lo aveva già venduto, nel lontano 1945, ricordo in tempi più recenti quando i tifosi avevano potere sulle scelte societarie e quanta forza potevano esprimere nel sostenere la squadra tanto da farsi definire il dodicesimo uomo in campo; ricordo quanto recentemente il Pescara fu letteralmente salvato dai tifosi che non permisero a dei lestofanti (2009) di arraffare il poco che era rimasto della società e dettero, loro, la spinta per la ricostruzione del calcio biancazzurro con il Delfino 1936.
Tutte storie in cui i tifosi hanno avuto un ruolo decisivo. Casi in cui delle volte il cuore e la passione popolare hanno prevalso sui soldi e sugli affari. Ricordi sbiaditi di un calcio che forse sempre di meno ci regalerà queste strane e bizzarre storie.
Ora stiamo vivendo una stagione particolare: dalla A, dopo un solo anno di record negativi, alla B e con il pericolo incombente di una stagione semi fallimentare. Dico e scrivo così perché sono fortemente convinto che resterà il Delfino in Serie B ma sta correndo rischi enormi per colpa di un presidente che non sa rispettare il cuore dei tifosi.
Da quando ha preso il comando definitivo della società, dal 2012, sfruttando abilmente il carattere di Peppe De Cecco che lo portava a lasciar perdere piuttosto che impegnarsi nella lotta di potere, ha imposto il suo modo di gestire la società da padrone senza cultura sportiva calcistica.
Da furbo ha capito subito cosa poteva rappresentare per la sua carriera privata il calcio, dati anche alcuni flop in altri suoi settori, ammaestrato da Moggi e compagnia bella, assimilato il concetto delle plusvalenze e del mercato di giocatori e dei movimenti relativi alla creste possibili sui vari contratti e sui diversi spostamenti, entrando anche nei meccanismi dei paesi sudamericani, ha creato una sua forza interna bloccando di fatto la stampa locale asservita con poco e di alcuni che potevano gestire una parte della tifoseria, e si è ritrovato a operare in un mondo che nulla ha di sportivo ma molto di sfruttamento finanziario.
Al momento attuale, Sebastiani, fa quello che vuole.
Le domande sono: Quanto valgono oggi i tifosi del Pescara? Che peso politico hanno? Quanto possono pesare nelle decisioni del ragionier Sebastiani?
Amaramente i tifosi devono riconoscere che, oltre a gridare qualche innocuo slogan, nulla possono e devono accettare tutto ciò che il padrone dice e fa.
Alcuni anni fa c'erano i miti della Curva Nord, ora ci sono solo dei ragazzini che continuano a cantare strofe senza alcun valore e che servono solo a creare loro degli alibi di passione sportiva.
Del resto che cavolo significa stare a gridare ''portiere paperino'' quando c'è un presidente Paperone che s'ingozza senza limiti sulla passione dei tifosi stessi?
Lo show lo gestisce Sebastiani. Ed è sua la colpa se molti tifosi hanno lasciato lo stadio reale per quello virtuale, disinteressandosi delle istanze dei tifosi ''normali'' abituati a seguire le partite dal vivo e di quelli potenzialmente interessati, rifugiandosi dietro la scusa di una legge sugli stadi vanamente attesa, preoccupandosi più delle beghe politiche che dei miglioramenti necessari al sistema. Anche gli ultrà, o meglio la parte sana che rappresenta tuttora la maggioranza di quel mondo, sono rimasti inascoltati. E questo è stato uno sbaglio.
Adesso il popolo delle curve è meno numeroso dei favolosi anni Ottanta e Novanta, fa meno paura, è più disgregato, gruppi storici sono stati smembrati e spesso la violenza è opera di cani sciolti.
Tra Sebastiani e i tifosi manca il dialogo. Lui fa solo dei monologhi dai microfoni di servitorelli sciocchi e cialtroni che non riescono a capire quanto costa, alla Pescara sportiva, il loro atteggiamento da zerbini.
Dialogo che non significa affatto complicità con quei due - tre facinorosi che credono di comandare una Curva intera e che ancora godono di privilegi, capisca il momento vissuto, il ragionier Sebastiani, e dia vita a confronti trasparenti e virtuosi con la tifoseria: l'Uefa ha istituito la figura del ''supporter liaison officer'', cioè del delegato ai rapporti coi sostenitori, lo faccia da subito anche lui e la smetta di dire che fa quello che gli pare perché lui è il padrone. Stia attento alla esplosione della rabbia dei tifosi veri che mal sopportano questa sua ''dittatura calcistica''.