SEBASTIANI, CERTI AMICI SONO DELETERI
09/12/2017

In questi anni ho seguito attentamente ogni espressione professionale (parlo solo del calcio, naturalmente) di Sebastiani e ho capito che lui sembra avere altissimi livelli di autostima, ma in fondo è soltanto molto egocentrico e la sua autostima, al contrario, è bassa. L'ho notato dal fatto che parla sempre dei suoi successi (è arrivato a dire che nessuno, in 80 anni di storia del Pescara, ha fatto quanto lui) e quando le cose non vanno come vorrebbe, ricorre a giustificazioni esterne senza riconoscere le sue responsabilità.
È normale sentirsi orgogliosi e felici dei propri successi, ma è bene che si tratti di un orgoglio sano, non sentirsi onnipotenti o al centro dell’universo.
Sebastiani mira solo al controllo degli altri. Controllando gli altri, ambisce al senso di onnipotenza. Questa mentalità è il risultato della combinazione dei suoi tratti: il basso controllo degli impulsi; l’intento di ferire gli altri (natura predatoria); l’assoluto narcisismo (un imperante senso di superiorità su tutti gli altri esseri umani e sentirsi al di sopra di tutte le regole e le leggi che governano il resto dell’umanità).
Quello che viene fuori, dall'analisi dei suoi tratti psicologici e somatici, è un dirigente che crede di avere il diritto di ingannare, manipolare, usare e scartare gli altri unicamente per il piacere e il potere che tale controllo gli offre.
Si sente intelligenti a sufficienza da fregare chiunque e passarla liscia con qualunque cosa. Il senso di massimo potere e superiorità - onnipotenza - lo porta altresì a mentire sfacciatamente, e, quando commettono errori, a deridere i mezzi di informazione che non sono subalterni e aggreppiati.
Per soddisfare e alimentare questo suo senso di onnipotenza tende a tenersi a stretto contatto una serie di individui che li venerano e che sono solo colpiti dalla sua parvenza di fascino, dal “lato buono”.
Tali individui, alcuni sono giornalisti, altri fanno parte della tifoseria (più o meno organizzata) e si sentono “speciali”, importanti e superiori agli altri, in virtù della loro associazione con il ''presidente che li favorisce con interviste (sempre pilotate), con l'andare nei loro salotti televisivi (dove nessuno gli pone domande scomode) e continua, forte dell'eco che gli assicurano questi reggitori di microfono, a fare e disfare certo di essere, comunque il migliore e, se i risultati non arrivano, la colpa è sempre e soltanto degli altri.
Così accade che, impaurito dall'atteggiamento di gran parte dei tifosi, lei trovi la scappatoia di usare Zeman come parafulmine e gli dà l'incarico di gestire la Serie B, certo che, con il suo carisma, terrà buoni i dissidenti, valorizzerà alcuni giovani utili per il mercato futuro e lei forma (con gli amici romani) un gruppo fatto di alcuni atleti in fase di prepensionamento e di prestiti, senza curarsi delle esigenze di Zeman e degli stessi tifosi ma pensando solo ai benefici che lei e i suoi amici ne trarrete sfruttando prestiti, plusvalenze, premi di valorizzazione... E se il Delfino si ritroverà senza una vera squadra e con la necessità, comunque, anche in caso di permanenza in B, di dover rifare tutto daccapo, poco male... tanto ci sono gli amici giornalisti che, per una pacca sulle spalle, o per una cena riservata, o per un invito a una partita a calcetto, si sentono lusingati e sempre più servili e giustificheranno ogni suo atto.
Sebastiani, si ricordi, però, che questi ''amici'' sono deleteri perché non l'aiutano a capire le situazioni concrete, ma servono solo a soddisfare il suo egocentrismo e il suo senso di onnipotenza, ma i risultati negativi non potrà sempre addossarli agli altri e arriverà che dovrà renderne conto, nonostante si senta il padrone del Delfino1936, alle migliaia di tifosi che sono stanchi e timorosi di vedere ancor più impoverita la società che amano.
Come vede, non ho scritto di bilanci, di somme notevoli incassate, di spese fatte al minimo, né di elargizioni sotto varie forme fatte ad amici con consulenze da nababbi, né degli affari legati allo sport, ma che di sportivo hanno quasi nulla... Ho scritto solo del pericolo che lei corre e fa correre a tutta la città che non accetterà più che lei speculi sulla passione calcistica di migliaia di veri tifosi.