LA SAGRA DELLE MISTIFICAZIONI
26/11/2017

Ho dato questo titolo forte al mio servizio dopo le sedici giornate di campionato senza farmi coinvolgere, emotivamente, dalla sonora sconfitta di La Spezia perché la situazione attuale è figlia di una serie di mistificazioni e di equivoci voluti che partono dalla fase finale del campionato di Serie A per arrivare ad oggi, e non è ancora finita.
Intanto vediamo che cosa significa mistificazione: essa consiste nella deformazione a proprio vantaggio della realtà altrui. Nell'ambito dei mass media un caso tipico di utilizzo della tecnica di distrazione si ha quando è dato grande spazio a una notizia poco importante, ma di forte impatto verso il pubblico, per evitare di parlare di altre notizie considerate ''scomode''.
Per farmi capire meglio preciso che nella valutazione della situazione biancazzurra dobbiamo tener conto di alcuni ''paletti'' che sono importanti:
1 - Sul finire della stagione di Serie A, il rapporto di Sebastiani con i tifosi era molto negativo.
2 - Sebastiani ha avuto sempre in mente il raggiungimento di fini commerciali, considerando quelli sportivi, raggiungibili solo con un progetto mirato, solo come possibilità non prioritarie.
3 - Stampa considerata come un ''alleato'' che deve fare da eco ai voleri del presidente ed essere amici dei giocatori e dei dirigenti.
4 - Tifoseria spaccata e che spesso mal accetta un'informazione libera.
5 - Sudditanza di Sebastiani con alcuni poteri forti del calcio nazionale.
Analizziamo, allora, una voce per volta.
1 - Sebastiani, da furbo operatore, aveva capito di aver perso la fiducia e l'appoggio di gran parte dei tifosi e che i suoi ''affezionati'' non erano più in grado di manovrare a suo favore gli umori della piazza e, con un magistrale colpo ad effetto, riportò Zeman sulla panchina del Pescara sperando che potesse pilotare meglio la squadra verso la salvezza in A o, quanto meno, in seconda battuta, garantirgli una dignitosa Serie B.
2 - Dopo la retrocessione sarebbe bastato mantenere un'ossatura della squadra con tre innesti per potersi garantire un buon campionato tendente al ritorno in serie A. Ma l'ingordigia affaristica ha avuto il sopravvento e, senza dare a Zeman i tre giocatori richiesti, (erano dei prestiti) e non avrebbero fatto fare spese folli. Del resto solo un progetto mirato sul piano tecnico sportivo avrebbe consentito di fare bene e, invece, si è dato spazio ai progetti di altro genere, alcuni dei quali avveniristici, solo proposti per distrarre l'attenzione dei tifosi dai veri problemi e dai veri interessi del presidente.
3 - Per fare i suoi comodi, Sebastiani ha avuto bisogno dell'appoggio della stampa locale che, guarda caso, in buona parte, è controllata da un operatore cointeressato alle sue iniziative commerciali e non proprio legatissime ai successi sportivi del Delfino.
Per convincere i tifosi aveva bisogno di mistificare le realtà vere e solo la connivenza di alcune importanti fonti della informazione poteva fargli raggiungere tale risultato.
Il padrone e i servi sciocchi, hanno dimenticato che ''È diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti...''
Il giornalista sportivo non realizza articoli o servizi che possano procurare profitti personali; rifiuta e non sollecita per sé o per altri trattamenti di favore né deve prestarsi ai giochi di potere del padrone di turno.
Il giornalista sportivo rifiuta rimborsi spese, viaggi vacanze o elargizioni varie da enti, società, dirigenti; non fa pubblicità, nemmeno nel caso in cui i proventi siano devoluti in beneficenza
Il giornalismo sportivo, in particolare quello calcistico, è particolarmente omertoso. Nel calcio soltanto con tale atteggiamento i ''lecchini e i reggitori di microfono'' e con un atteggiamento, diciamo, collaborante, riescono a rimanere nell’ambiente e a difendere gli interessi propri e del padrone di turno.
Il ragionier Sebastiani, e ora con lui anche Zeman, chiede ai giornalisti di ''remare tutti dalla stessa parte''. Essi pretendono che il giornalista, che si occupa della squadra, debba sempre stare dalla loro parte, non capiscono che in tal modo il cronista è come se si appendesse un cartello al collo con la scritta: non sono credibile. Sono solo un servitorello.
Essi raggiungono questo risultato dicendo che il giornalista locale deve essere tifoso della squadra. Orbene, essere tifoso è una cosa, la professione è altro, e va rispettata anche per non tradire le attese della tifoseria che vuole essere informata. Così come ci può essere in certi casi stima o confidenza con il presidente e con i giocatori, ma l’amicizia porta a nascondere le notizie.
4 - Lo spirito critico provoca nel tifoso dolore e fastidio, ma l’unica salvezza è fare il giornalista libero da condizionamenti, In cuor suo può essere tifoso ma non deve MAI tradire la verità dei fatti.
5 - Ultimo, ma non meno importante, la sudditanza di Sebastiani con i poteri forti che hanno condizionato pesantemente le scelte di mercato.
Ora il Pescara è sotto accusa da parte dei tifosi che criticano sia il presidente e sia l'allenatore e molti chiedono la testa dell'uno (ma non è possibile perché in una SpA il presidente fa quello che vuole e deve rispondere del suo operato solo ai soci e i tifosi possono anche dannarsi ma non caverebbero un ragno dal buco) e per quanto riguarda Zeman è facile farlo diventare il capro espiatorio. Personalmente penso che abbia sbagliato molto nel credere nei suoi valori indiscussi di insegnante di calcio e di poter comunque realizzare una squadra compatta con le diverse individualità che il presidente gli ha dato subendo il mercato (tanti prestiti e giocatori da ricostruire) senza farlo.
In questa situazione, sotto lo stimolo emozionale della disfatta di La Spezia, può accadere di tutto: sarebbe bene lasciar decantare un po' la situazione e poi decidere con intelligenza e mirando agl'interessi sportivi della città e non solo a quelli personali.