TRA IGNORANZA E SUPERFICIALITÀ SI FESTEGGIA SAN MARTINO
11/11/2017

Con molta superficialità e anche con una buona dose di ignoranza si ricorda san Martino solo perché molti la considerano la ''festa dei cornuti''.
Non è chiaro il motivo per cui le corna sono simbolo dell’infedeltà coniugale. Qualcuno suggerisce che l’aggettivo cornuto, nel senso di tradito, derivi dal maschio della capra (detto anche becco: da qui le espressioni “far becco”, “essere becco”) la cui compagna è nota per la disinvoltura con cui cambia partner.
Però nell’antichità le corna erano simbolo di virilità, coraggio, audacia: gli dei venivano rappresentati con le corna sul capo e per imitazione i regnanti le inserivano nei loro diademi. Anche i guerrieri ornavano con le corna di capro i loro cimieri. Non è chiaro perché le sorti di questa parola siano così fortemente mutate coi secoli.
In realtà, chi era Martino? Fu uno fra i primi santi non martiri proclamati dalla Chiesa, ed è considerato il protettore di soldati e viaggiatori, tanto da essere il patrono dell’Arma della Fanteria dell’Esercito Italiano.
Martino nacque nel 316 0 317 a Sabaria, nella provincia romana di Pannonia (oggi Ungheria), dove il padre serviva l’Impero, dapprima come soldato, poi come tribuno militare. Trascorse l’infanzia nell’Italia del Nord, a Pavia, nuova guarnigione paterna. Ritornò in Italia e organizzò un eremo a Milano, dove fu presto allontanato dal Vescovo Aussenzio, anch’egli eretico. Si occupò dei prigionieri, dei condannati a morte; dei malati e dei morti, che guariva e resuscitava.
Per san Martino, amico stretto dei poveri, la povertà non è un’ideologia, ma una realtà da vivere nel soccorso e nel voto. Marmoutier, al termine del suo episcopato, conta 80 monaci, quasi tutti provenienti dall’aristocrazia senatoria, che si erano piegati all’umiltà e alla mortificazione.
San Martino morì l’8 novembre 397 a Candes-Saint-Martin, dove si era recato per mettere pace fra il clero locale. Ai suoi funerali assistettero migliaia di monaci e monache.
Martino divenne il santo francese per eccellenza, modello per i cristiani amanti della perfezione. Il suo culto si estese in tutta Europa e l’11 novembre (sua festa liturgica) ricorda il giorno della sua sepoltura. I re merovingi e poi carolingi custodivano nel loro oratorio privato il mantello di san Martino, chiamato cappella.
Tante sono le leggende su San Martino, oltre a quella più conosciuta del Santo di Tours, che donò metà del suo mantello ad un povero infreddolito.
Ma perché il giorno della sua festa è considerato festa dei ''cornuti''?
Tre le ipotesi in ballo. Attorno a quella data, si tenevano solitamente diverse fiere di bestiame. Ecco quindi il nesso con le corna degli animali, oppure, più calzante, con le tante mogli che rimanevano a casa, mentre i mariti si recavano alla fiera.
La seconda teoria narra che i riti pagani del 'capodanno celtico' prevedessero festeggiamenti senza freni, con i tradimenti che diventavano prassi. Dodici giorni di celebrazioni che terminavano, guarda caso, proprio a ridosso dell'11 novembre.
C'è poi un'ultima ipotesi, secondo cui la data, e più precisamente le cifre 11 ricorderebbero le corna. Da qui il nome di 'festa dei cornuti'.
Sono numerose le iniziative in giro per l'Italia. In Abruzzo tra i comuni più importanti che festeggiano i 'cornuti' ci sono Pescasseroli (L'Aquila), San Valentino (Pescara) e Fara San Martino (Chieti) e tante altre.