OGNUNO SOSTENGA IL SUO ESAME DI COSCIENZA
05/11/2017

Siamo a metà del girone di andata, presto per dare giudizi definitivi, ma tredici giornate sono abbastanza sufficienti e utili per sostenere un primo esame collettivo di coscienza.
Cominciamo dalla stampa.
Abbiamo fatto tutti il nostro dovere di informare, senza schierarsi e favorire questo o quel personaggio?
Siamo sempre riusciti a imporci di sostenere le verità espresse dal campionato senza farci prendere dal desiderio, o dalla necessità, di favorire questo o quel personaggio?
Abbiamo sempre rispettato il pubblico che attende i servizi dei giornalisti per saperne e capirne di più sulle vicende societarie e su quelle tecniche o ci siamo lasciati prendere dal desiderio di favorire chi poteva esserci, in un modo o nell'altro utile?
Passiamo al presidente Sebastiani.
Lei è a posto con la sua coscienza di dirigente che dovrebbe garantire lo sforzo più efficace per assicurare la crescita tecnica e societaria del Delfino 1936?
Lei è veramente convinto di aver assunto Zeman convinto del suo valore di tecnico o ha pensato che potesse essere il giusto parafulmine considerando il suo difficile rapporto con i tifosi dopo lo scandaloso campionato di Serie A?
E' convinto di aver dato a Zeman gli uomini giusti per fare un torneo tendente a provare seriamente a tornare in Serie A o ha preferito seguire le richieste di alcuni potentati che l'hanno convinta a puntare sui prestiti e sui giovani da preparare per altre società fidando solo sol premio di valorizzazione degli stessi?
E' convinto, in tutta onestà, di aver utilizzato gli ingenti incassi per far crescere il sodalizio senza distrarre fondi per altre ''necessità''.
Erano specchietti per i tifosi quelli utilizzati quando parlava di centro sportivo a Silvi, di acquisto del Poggio e ora quando dice di essere a buon punto nel programmare la costruzione del nuovo stadio?
Passiamo a Zeman.
Mister, perché ha accettato di lavorare ancora per Sebastiani dopo i roventi scontri del fine campionato 2012?
Perché ha accettato acquisti e cessioni non in linea con il suo progetto tecnico? Solo la paura di perdere un contratto con le sue dimissioni o la speranza di riuscire, comunque con la sua bravura a far crescere questi ragazzi tanto da poter lottare seriamente per la Serie A?
Come mai tiene in naftalina e non dà spazio ad alcuni giocatori che, pure, fanno parte della rosa?
Il fare tredici formazioni diverse in tredici partite significa che non ha le idee chiare su tutti i giocatori o che la ricerca è dettata solo dalla necessità di far quadrare un cerchio propostole dal presidente e che non potrà mai diventare un quadrato?
Passiamo ai tifosi.
In tempi non lontanissimi siete stati capaci di salvare il calcio pescarese dalla famelica irruzione di lestofanti che volevano ''spolpare'' la società biancazzurra, come mai oggi non siete in grado di ripresentare la stessa forza?
Come mai la mitica Curva Mazza e i mitici Rangers non riescono più a coagulare in un tutt'uno la forza del tifo organizzato? Sola colpa da addebitare a un cambio generazionale o la mancanza di veri leader?
Insomma, tutti dobbiamo fare un esame di coscienza ed ogni settore, ogni persona, nelle proprie qualità, dovrebbe rivedere le proprie posizioni e fare in modo che questo stupendo patrimonio, che è il Delfino 1936, che rappresenta il dinamismo e l'amore per il calcio dei tifosi pescaresi, sia veramente della città e non solo il mezzo per un intraprendente operatore economico di arricchirsi sulle spalle di migliaia di tifosi che si ''tassano'' settimanalmente per sostenere i colori biancazzurri.