ADESSO NON PERDETE LA TESTA
29/10/2017

La sconfitta è stata amara e pesante da accettare. La tifoseria si è ancor più spaccata. Alcuni chiedono a Sebastiani di andare via. Altri chiedono a Zeman di dimettersi. Classiche reazioni della delusione. Lo stesso Zeman ha chiarito poco e detto solo: Abbiamo giocato sempre noi ma non giochiamo con la necessaria aggressività verso la porta avversaria.''
Ma sarebbe stato meglio avesse detto ai tifosi: Più di questo non è possibile fare con una squadra che mi è stata data con dei paletti e che non è quella che avevo suggerito.
Contrariamente a ciò che tutti si aspettavano, in queste dodici giornate Zeman ha fatto la figura dell'aziendalista e ha dato voce ai dissidenti che lo considerano, vecchio, superato, e troppo legato al suo modulo di gioco e senza l'apertura mentale necessaria per adattare un modulo di gioco diverso rispondente alle capacità dei giocatori che ha.
Chiedere a Zeman di dimettersi è un controsenso che tutti possono capire ragionando a mente fredda.
Chiedere a Sebastiani di andarsene è anch'esso illogico. Chi segue da vicino con un po' di attenzione le cose biancazzurre sa bene che per Sebastiani, oggi, il Delfino 1936 è una fonte di lavoro e di guadagno vitale, dopo i flop di alcune sue precedenti iniziative commerciali. Inoltre il ragioniere sa bene che di là degli strepiti legati alla sconfitta, i tifosi non sono un vero problema e basterebbero due - tre risultati positivi per tacitare ogni critica.
Che i tifosi siano incazzati è naturale. Si sentono presi in giro, ma non hanno potere contrattuale. Hanno subito un campionato di Serie A di livello misero. Sono stati messi a tacere, con la presenza di Zeman che è stato il classico colpo di genio di un mercante smaliziato che si è creato il classico parafulmine.
Forte della presenza onnipotente del ''romano'', accettata ''Ob torto collo'' da Zeman che sperava, forse, di chiudere in bellezza la sua carriera con una nuova promozione, ha imposto la sua filosofia mercantile fregandosene delle esigenze sportive.
Con i suoi maneggi, con le ''cambiali calcistiche che ha dovuto pagare'', con le cessioni colpevoli di alcuni giocatori che dovevano rappresentare l'ossatura della squadra, con troppi prestiti avuti per compiacere chi gli fa da ''tutore calcistico'', ha messo insieme una rosa inadeguata per le esigenze del campionato.
Una rosa assemblata in malafede e costruita, non per rispondere alle necessità del mister, ma solo per fare ''business''.
Si dirà che Sebastiani non ha i mezzi economici per sostenere la gestione della società. Ma avuto dai mercati di questi ultimi tre anni delle notevoli entrate che non possono essere state assorbite tutte dalle spese a meno che non dimostri le operazioni in entrata e in uscita. Ma, a questo punto, il ragioniere si trincea dietro il suo ''bla bla'' televisivo e crede di addormentare tutta la tifoseria.
Farebbe bene4, invece, a dire: Qui comando io, faccio quello che mi pare (come sta facendo) voi tifosi mi siete utili solo quando vi abbonate e pagate il biglietto, per il resto non devo dirvi o dimostrarvi nulla.
L'unico, cui deve dare delle risposte, è Danilo Iannascoli che, con il suo trenta per cento delle azioni, ha tutti i diritti di chiedere e avere spiegazioni su ciò che è entrato e su ciò che ha speso.
Per il resto, solo un correre dietro il vento. Necessario, dunque, da parte dei tifosi non perdere la testa, sperare che Zeman (se non lo dimettono) riesca far crescere questi ragazzotti (anche se al 30 giugno se ne andranno), e che la squadra sfrutti le possibilità di un campionato dalla classifica molto corta.