OTTO PARTITE DEL PESCARA E TREDICI PUNTI
15/10/2017

Otto partite del Pescara e tredici punti, non sono tantissimi, ma sono utili per tenerci a tiro di schioppo il play off. Se analizzo da giornalista sportivo il rendimento del Pescara e i meriti di Zeman e i demeriti di una società che non lo ha accontentato in sede di mercato,mi prendo un rabbuffo, si fa per dire, dal tifoso biancazzurro che mi contesterà di avercela con la società, e nel caso più grave di essere un gufo oppure un chietino... Tutto questo perché è stato abituato male da chi, di fatto, è la pietra dello scandalo della critica sportiva, cioè il è il giornalista-tifoso che, con fare puttanesco cerca di guadagnarsi le simpatie della tifoseria che non vuole , nei casi più disperati, sentire ragioni critiche, ma solo la voce della sua passione.
Bisogna capire che le due cose, tifo e giudizio critico intellettualmente onesto, non sono compatibili. Se uno non riesce a rinunciare a essere un giornalista tifoso, non deve certo nascondere il proprio animo, ma semplicemente scegliere un altro lavoro.
Dopo cinquantuno anni di attività nel campo della comunicazione sportiva so bene che seguire uno sport da spettatori comporta delle situazioni particolarmente gratificanti perché il tifo, dà la possibilità di sottoporre il proprio animo a un eccitamento per nulla indifferente. Del resto, lo stato di eccitamento è la prima caratteristica che i più noteranno nell'osservazione di un tifoso allo stadio durante una partita della sua squadra del cuore.
Gli spettatori delle partite di calcio, seguono le azioni di gioco con grande attenzione! Essi si identificano completamente nella loro squadra del cuore o nel loro campione preferito sino a portarne i simboli.
Le emozioni del tifoso sono un mix di collera, gioia, ostilità, rancore, etc... e sono in funzione degli schemi cognitivi in base ai quali egli ha appreso a interpretare gli eventi della partita. Scariche di adrenalina, accelerazione dei battiti, costrizione dei vasi sanguigni e aumento della pressione arteriosa sono spesso i “sintomi” avvertiti per una partita combattuta. Ai limiti estremi si arriva a identificarsi totalmente con la squadra, illudendosi di farne parte. A riprova di ciò è il linguaggio usato spesso dal tifoso perfetto: “abbiamo vinto”.
Si arriva a far “dipendere” il proprio umore dalle prestazioni di undici ragazzi che diventano la clessidra umorale di chi li osserva ed è come se fosse loro la responsabilità di generare un umore temporaneamente depresso o felice. Se la propria squadra perde, il tifoso sente che la sua giornata è rovinata e se vince, si sente in brodo di giuggiole.
In questo clima il giornalista diventa bravo se la pensa come il tifoso e non capisce un tubo se esprime un parere contrario.
Giudicando la partita, o quelle giocate nel complesso, il giornalista che ama e rispetta la sua professione, dice quello che ha capito delle varie esibizioni offerte; il giornalista tifoso, invece, segue gli umori della tifoseria e si esalta quando si vince, si abbatte quando si perde e, nel caso peggiore, da un punto di vista professionale, cerca di giustificare il mancato successo arrampicandosi sugli specchi in modo da essere partecipe delle emozioni del tifoso arruffianandosi.
Un tipo di giornalismo che non mi è mai piaciuto e, senza cercare il plauso della tifoseria, cerco di raccontare le cose sulla base dei fatti a mia conoscenza.
Orbene, arrivando al Pescara, e alla sua vittoria sul Parma, non posso non evidenziare che, pur nella soddisfazione dei tredici punti e di una posizione gratificante in classifica, ci sono questi aspetti da sottolineare:
- Contava il risultato, ed è soddisfacente che sia arrivato.
- Il calcio di Zeman si vede solo a tratti e la squadra gioca in velocità solo per pochi sprazzi della gara e spesso dimostra di aver paura di giocare come il mister vorrebbe.
- Paura di sbagliare sul campo che mette la squadra in condizione di non fare ciò che invece fa durante la settimana di preparazione.
- Troppi giocatori hanno bisogno di tempo per integrarsi negli schemi e non si sa per certo se la squadra può aspettare la loro crescita o se il campionato e la relativa classifica rallentano il passo delle prime...
- La società, per suoi motivi commerciali, non ha fatto mercato ma lo ha subito.
- Troppi giocatori sono dei prestiti e si sta lavorando per gli altrui interessi.
- Troppi doppioni in alcuni ruoli e penuria di atleti in altri settori, pur importanti.
- Zeman ha diviso la tifoseria che non è tutta per lui e non hanno capito, i tifosi, che lui è stato il parafulmine scelto furbescamente dal presidente che ha tacitato gli umori negativi della tifoseria dopo lo squallido comportamento nel campionato di serie A.
- E' necessario che i tifosi chiedano da oggi, a chiare lettere, che a gennaio non venga ceduto qualcuno dei titolari e, semmai, vengano presi almeno due elementi necessari a far salire la qualità della rosa e per fare cassa ci sono dei doppioni che possono essere ceduti, sempre che abbiano richieste.
-Analizzando, per finire, la partita di Parma, diciamo che la vittoria è stata meritata anche se favorita da tre madornali errori dei padroni di casa davanti a Fiorillo e che il campionato, finora, nonostante i tredici punti, non è esaltante in quanto, con il Foggia il Pescara ha vinto ma ha concesso troppo agli avversari che non hanno segnato più reti per propria sfortuna; che a Perugia ha incassato troppe reti; che con Frosinone, Salernitana, Entella ha subito dei recuperi in maniera assurda che mettono sotto accusa tutto il settore difensivo; con la Cremonese non abbiamo brillato, nonostante il pari esterno; unica vera soddisfazione aver vinto a Carpi e a Parma, mentre la sconfitta con il Cittadella, in casa, dovrebbe far riflettere.
Detto ciò si capisce chiaramente come il giudizio del giornalista, riferito a quanto espresso finora dalla squadra, sia diverso da quello del cronista tifoso e della tifoseria.