RICORDI DI VITA VISSUTA DI MARIO PERROTTI - APE EDITORE
05/10/2017

Nella mia qualità di editore ho avuto il piacere di pubblicare il volume di Mario Perrotti che mi ha riportato a vivere con i suoi ricordi quelle che erano le realtà della famiglia rurale in Abruzzo e a volte mi ha fatto scoprire nuove dimensioni che mi hanno avvinto come lettore che non aveva molti ''ricordi'' di vita rurale.
Nelle sue pagine Mario Perrotti fa capire come, con la volontà e l'impegno espressi al massimo livello, abbia potuto riscattare la sua dimensione di figlio della campagna e guadagnarsi un posto onorevole nella città borghese con un ruolo di insegnante.
Ma il professionista di oggi, ora in pensione, non ha potuto disconoscere gli insegnamenti avuti vivendo a stretto contatto con la natura, gli animali e il duro lavoro della campagna.
Nelle sue pagine balza evidente il suo amore per la famiglia intesa come l'ha conosciuta da ragazzo.
Da molti decenni gli studiosi di sociologia e gli storici hanno considerato “la famiglia” argomento degno di analisi e di studio.
Nell’antichità e nell’epoca classica la famiglia era basata su regolamenti molto ampli e poteva esserci una sorta di equazione tra il concetto di famiglia e quello di economia: l’economia è “domestico - familiare” giacché dispensatrice di sussistenza che, in molti casi, è di tipo circolare e nasce, si sviluppa e si conclude in se stessa.
Nei decenni passati, cominciò a svilupparsi una trasformazione di tali elementi che condurrà l’economia a uscire dall’ambito familiare - domestico per unirsi all’ambito del “pubblico” e della “politica”, dando così origine ''all’economia politica” retta da elementi legati a dinamiche non più solamente di autolimitazione e di sussistenza.
La famiglia tipica rurale era necessariamente numerosa, in quanto la sussistenza economica era legata al podere di proprietà o preso in affitto, la cui lavorazione richiedeva un’ampia composizione della famiglia stessa.
Il giovanissimo Mario amava studiare e amava anche disegnare, ma per seguire queste sue innate passioni, non poteva scaricare su altri l'impegno del lavoro e, quindi, studiava e lavorava come fosse un vero contadino, anche se con le aperture mentali del suo spirito proiettato verso altre e più efficaci dimensioni.
E dalle sue ispirate pagine impariamo a conoscere la dura vita delle cave e del lavoro sulla pietra che la montagna offriva solo a chi si sottometteva ad un duro e faticoso lavoro, a volte anche pericoloso.
Dalle sue descrizioni impariamo a conoscere il singolare fenomeno migratorio che ha interessato per decenni i comuni di Tione degli Abruzzi, Fontecchio e Fagnano, piccoli borghi dell’Abruzzo aquilano ognuno dei quali aveva sulla montagna un suo corrispondente villaggio “temporaneo”.
Fra essi le Pagliare di Tione sono sicuramente quelle più conosciute e fotografate della zona. Esse sorgono su uno spe¬rone roccioso allungato, di fronte ad uno straordinario panorama su un vicino pianoro di pascoli e sulla rocciosa parete Nord del Sirente.
Dagli anni ’60 in poi la vita delle casette ha smesso di pulsare e per lungo tempo le Pagliare sono rimaste in uno stato di semi abbandono. Molte costruzioni sono crollate, alcune sono state risistemate, la maggioranza conserva ancora portali e architravi di pietra, finestre eleganti, interni con bei pavimenti di calcare. Da alcuni anni però si sta assistendo a una generale tendenza alla riscoperta e al recupero degli antichi borghi abbandonati e questo sta avvenendo anche per le Pagliare.
Vividi e accattivanti i ricordi della guerra e le esperienze fatte con i ''nemici'' e anche con gli alleati che a volte dimenticavano di esserlo. Ma molto suggestivi i ricordi legati alle esperienze ludiche, i giochi semplici e coinvolgenti legati e ''costruiti'' dalla fantasia e dalla inventiva dei ragazzi del suo paese. Emozionanti i ricordi legati ad una vita più borghese e di maggiori soddisfazioni pratiche ma che non potevano far dimenticare quelli giovanili anche se la ricchezza emotiva di oggi è esaltata dalla presenza dei nipotini ai quali ha dedicato pagine da cui traspare un amore che corona in buona parte, una vita vissuta tra mille sacrifici, ancorché ricca di soddisfazioni umane e professionali.
Concludo riaffermando il piacere avuto nel leggere il suo manoscritto e nel decidere di pubblicarlo.
Gianni Lussoso APE editore