MANCINELLI MARCATO A UOMO...
27/09/2017

Senza voler fare allarmismi, né entrare in discussioni legali che esulano dal nostro impegno professionale di dare e seguire una notizia che interessa non il singolo privato, sia socio o amministratore di una società calcio, ma una intera città che si riconosce nel simbolo della Pescara Calcio.
Come sapete il signor Iannascoli, ex amministratore delegato della società biancazzurra, non ritenendo corretta, a suo dire, la gestione e la relativa contabilità tenuta dal presidente Sebastiani, in virtù dell'articolo 2409 c.c. chiese l'intervento del Tribunale dell'Aquila, che vista la documentazione, ritenne che ci potessero essere state delle irregolarità nelle procedure con tali e nominò, ad agosto scorso un ispettore nella persona del dottor Massimo Mancinelli.
In un primo incontro ufficiale il dottore disse che il sei di settembre avrebbe potuto dire qualcosa in merito alla sua ispezione contabile.
Siamo, invece, al 27 di settembre e il dottor Mancinelli non ha potuto presentare alcuna relazione in quanto impossibilitato a vedere i conti per i tanti cavilli posti in essere dai legali della società, in particolare dall'avvocato Milia che con la sua riconosciuta abilità tenta di far slittare i tempi del controllo.
Naturalmente questa azione rientra nei diritti del presidente Sebastiani che, è intuibile, non gradisce che si analizzino, anche se da un ispettore del Tribunale, i suoi documenti contabili.
A questo punto si è in attesa di un altro parere del Giudice sulla presa di posizione dell'avvocato Milia che, in definitiva, chiederebbe che la controparte, cioè Iannascoli non potesse essere presente ai lavori, né poter esaminare le carte con un suo consulente di fiducia.
A questo punto è lecito chiedersi cosa può essere ispezionato dal dottor Mancinelli.
Il tema è di grande importanza pratica, perché di solito gli amministratori “vittime” della richiesta di ispezione tendono a ostacolare il controllo sul loro operato, cercando di esibire solo parte della documentazione.
Anche a questo proposito non esistono limiti: non esiste documentazione che non sia consultabile e verificabile, nel rispetto dell’ovvia esigenza di riservatezza della società. Come dire che Mancinelli e il consulente di Iannascoli possono e debbono vedere tutti i documenti contabili, mantenendo la riservatezza nell'ambito del loro ufficio.
Del resto In base all’art. 2476 c.c. i soci che non partecipano all'amministrazione della società a responsabilità limitata hanno diritto di avere dagli amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali e di consultare, anche tramite professionisti di loro fiducia, i libri sociali ed i documenti relativi all'amministrazione.
L’organo amministrativo non può limitare l’esercizio di tale diritto procrastinando arbitrariamente a suo piacimento e senza alcuna seria e concreta giustificazione i tempi di consultazione della documentazione.
La preoccupazione di Iannascoli, che dovrebbe essere anche quella degli altri soci, è che la gestione di Sebastiani, che parla anche oggi di passività da dover colmare con una ricapitalizzazione, sia o imprecisa o tale da arrecare danni economici non indifferenti ai soci stessi.
Anche perché Sebastiani è il presidente, ma non il padrone della società e deve rendere edotti i soci delle sue operazioni e giustificare come e perché abbia sommato negli anni che vanno dal 2014 a oggi un passivo considerevole nonostante le operazioni in entrata che tutti conoscono.
Questo non significa che ci sia del dolo nel suo operato, ma solo che se è in regola, come lui ha sempre asserito, non si capisce il perché di quest'ostracismo anche nei confronti dell'ispettore Mancinelli. Chi sa di essere a posto, non dovrebbe aver paura di far vedere i conti anche perché lo ha chiesto il presidente del Tribunale.