ELEMENTI BUONI MA NON FANNO ANCORA SQUADRA DI CHI LA COLPA? ZEMAN O SEBASTIANI?
11/09/2017

Dopo aver somatizzato il pareggio interno, mi ritrovo, a mente fredda, a fare alcune considerazioni sul Pescara. Abbiamo, singolarmente presi, dei buoni elementi, che però non fanno ancora squadra.
Di chi la colpa?
Di Zeman che non ha ancora trovato i giusti mezzi per amalgamare questi atleti, o del mercato fatto da Sebastiani che gli ha fornito elementi buoni, sì, ma non tutti idonei alle sue necessità tecnico tattiche?
Questa domanda, ora, farà scatenare la canizza di quelli che rimproverano a Zeman di essere monotematico, nel senso che vuole sempre e solo applicare il 4-3-3 senza preoccuparsi degli uomini che ha, e di quelli che rimproverano al ragionier Sebastiani di aver fatto il mercato, non per soddisfare le esigenze della squadra, e quindi del mister, ma per seguire le direttive del suo consigliore romano che ha tutto l'interesse di far passare dal Pescara elementi da preparare per altre società e da sfruttare con plusvalenze più o meno chiare.
Tutti i sostenitori di queste due tesi possono accampare motivazioni atte a giustificare la loro posizione, e ne prendo atto, giacché ogni cosa e ogni persona, hanno il doppio pubblico, a volte anche un terzo pubblico, formato dai beoti che parlano solo per sentirsi vivi e si esaltano al rumore della loro voce, ancorché inascoltata da altri.
Comunque una prima considerazione che può trovare l'accordo della maggioranza dei tifosi ''commentatori'' è che il Pescara, da società di calcio con il fine di conquistare i migliori traguardi sportivi possibili, sta diventando sempre più una scuola di calcio che ha come traguardo finale la possibilità di avere premi di preparazione e di poter, comunque, fare una rosa per la propria attività fidando sui prestiti e sulla benevolenza di chi gli fa avere alcuni atleti che sono sul ''carrello dei bolliti'' e che possono soddisfare, solo con il nome e con i meriti passati, accontentare i tifosi di bocca buona.
Con questa politica, però, non si va molto lontani.
Alcuni fedeli della politica del ragionier Sebastiani dicono che questa è la sola via possibile non avendo, il presidente, capitali appariscenti da investire nel calcio.
Prescindendo che, sarebbe facile rispondere che nessuno gli ha imposto la presidenza che, invece, ha cercando con tutti i mezzi, tradendo anche amicizie collaudate, un'altra risposta viene spontanea da una domanda precisa formulata sulla base degli introiti di questi ultimi tre anni che sono stati ''importanti'' e che non pèossono assolutamente giustificare il suo allarme per i conti in rosso che ci sarebbero.
Se il Ragioniere lamenta una passività attuale, non si può non chiedergli che fine hanno fatto i tanti soldi incassati.
I soliti fedeli direbbero che i bilanci sono precisi e disponibili, ma chi sa di ragioneria e di computisteria, sa bene che le cifre hanno multiformi aspetti e si adattano alle esigenze. Senza, per questo, voler esprimere alcuna accusa ma solo la naturale richiesta di come si possono avere conti in rosso con tutte le entrate che ci sono state: allora, o si è trattato di una cattiva gestione, e quindi della incapacità a manovrare i mezzi disponibili, oppure le stesse cifre sono state investire al di fuori della ''rosa'' e quindi da giustificare in sede competente.
Comunque la speranza è che il Mister, che è sicuramente un gran maestro di calcio, riuscirà a trovare il giusto equilibrio tecnico tattico per evitare ai tifosi un campionato anonimo.