SEBASTIANI LAVORA SOLO COME PRESIDENTE
01/09/2017

Non me ne vogliano coloro che, chissà perché, pur essendo tifosi del Pescara, parteggiano per il ragioniere che è l'unico presidente in Italia ad avere come attività primaria la presidenza della società di calcio e che guarda più ai suoi interessi privati che non a quelli societari. E, di fatto, è l'unico che ha trasformato la società calcistica in una scuola di calcio per altrui società.
Per disavventure sue, che non stiamo a commentare, perché sono fatti suoi, il ragionier Sebastiani si ritrova ad avere, come una fonte di lavoro primario, la gestione del Delfino e lo fa con particolare oculatezza, guardandosi bene dal compiere operazioni mirate al miglioramento tecnico della rosa, per arrivare a conquistare traguardi sempre più vivi nella mente e nel cuore dei tifosi.
Le sue operazioni sono valide per fare movimenti di mercato utili per i suoi movimenti commerciali, basandosi sugli appoggi di personaggi molto conosciuti, e molto poco ammirati, che gli hanno fatto scoprire il fantastico mondo delle plusvalenze, dei prestiti di ragazzini da svezzare e da rimandare indietro con un curriculum di alcune partire giocate, meritando il premio di preparazione.
Insomma, l'abilità di questo presidente, non può essere sottaciuta, anzi, bisogna riconoscergli il merito di aver saputo cloroformizzare, per buona parte, una stampa compiacente e servile, e di saper tenere buoni e gestire coloro che si fanno passare per capi riconosciuti della tifoseria organizzata.
Qual è il risultato?
Che il Delfino 1936 non è più una società di calcio, ma una semplice e redditizia scuola di calcio.
Pertanto, a fine mercato, ci ritroviamo con una miriade di difensori e con la difficoltà di metterne insieme quattro validi e, soprattutto, con la necessità di inventarsi un centrale rapido e veloce; con sette centrocampisti senza un vero interditore; con nove attaccanti, e con una serie di giocatori da esubero.
Spetterà ora a Zeman fare la giusta scelta e separare il grano dal loglio e mettere insieme una formazione equilibrata e capace di tener testa, positivamente, a Bari, Palermo, Parma, Frosinone, Pregia, Cremonese...
E i tifosi organizzati?
Stanno a guardare, sperando di ritrovare lo spirito di un tempo che aveva fatto assurgere questa tifoseria a mito e al rispetto delle altre di tutta Italia.