SERRAIOCCO NON PAGA IL GAS E FA LA DANZA DEL SOLE
27/08/2017

Anche oggi, domenica 27, piscina interna e docce ghiacciate. Per fortuna sta avendo successo la danza del Sole di Serraiocco che, così, vede utilizzabile la piscina olimpionica che, alle dieci di mattina aveva un temperatura decente e pensa di poter continuare a gestire le Naiadi, non pagando il gas al gestore che ha chiuso i rubinetti, sfruttando la pazienza dei clienti e l'ottuso atteggiamento del vero padrone, la Regione.
A questo punto è bene analizzare un po' la situazione andando oltre gl'interessi dei clienti normali, ma guardando anche quelli che sono gli interessi delle società sportive natatorie e, cosa più importante, gl'interessi della Regione.
Andiamo con ordine: il quattro di settembre prossimo partono le attività natatorie e i dirigenti delle varie società che usufruiscono dell'impianto, non conoscono ancora il piano di assegnazione degli spazi d'acqua, non è stato ancora sciolto il nodo delle tariffe che, al momento, non seguono l'indirizzo della Convenzione, a suo tempo firmata dalla Progetto Sport, ma sono stabilite arbitrariamente dal gestore stesso.
In definitiva il costo dell'acqua è visto in maniera commerciale e non tiene assolutamente conto le esigenze delle società che fanno nuoto agonistico.
Inoltre, tutti i clienti, diciamo normali, giusto per capirci, che fanno l'abbonamento, ricevono una ricevuta dalla quale si evince che tutti diventano, di fatto, soci della SSD a r.l.
C'è stato mai qualcuno che ha chiesto ai sottoscrittori se volevano aderire alla suddetta società, o si sono trovati inseriti nel gruppone a loro insaputa?
A questo punto sarebbe facile arguire che, se i soldi che entrano in cassa, e non sono pochi, passano per la SSD a r.l., la Progetto sport, quindi, non incassa e non ha soldi per pagare sia quanto previsto dal concordato che, comunque scade ad aprile 2018, sia le bollette del gas.
Visto il degrado organizzativo e amministrativo in cui versa il complesso le Naiadi che, ripetiamo a costo di apparire noiosi, viene gestito come cosa privata da chi ha la presunzione di crederlo, è di proprietà della Regione, quindi bene pubblico e non privato.
Inoltre la concessione scadrà a novembre del 2018, la Regione si sta organizzando per indire in modo efficace e legale il bando di appalto che, essendo un Bando Europeo deve essere articolato in maniera consona e reso pubblico e ufficiale entro sei mesi dalla scadenza della vecchia concessione?
Finiamo con una sola semplice domanda: A chi giova mantenere questo ''status quo'' (o situazione precedente che dir si voglia) ma, soprattutto, questo disinteresse della Regione a curare i propri beni è solo frutto di pressappochismo, faciloneria, ''gnurantità'' o copre altre situazioni che possiamo anche pensare, col rischio di far peccato, ma centrando il problema? (Gianni Lussoso)