SERRAIOCCO ESORCIZZA I GUASTI TOGLIENDO L'AVVISO.
23/08/2017

Serraiocco, AD del Progetto Sport che ha la concessione delle Naiadi e della piscina di Francavilla deve essere, in fondo, un buontempone.
Per risolvere i problemi a Francavilla ha fatto cambiare le serrature chiudendo di fatto una struttura pubblica, a Pescara, alle Naiadi, invece sono due giorni che non è possibile farsi la doccia per l'acqua gelata mentre oggi, mercoledì 23 agosto, la piscina interna aveva 25 gradi, tre in meno rispetto a quanto previsto, mentre la piscina olimpionica esterna, ringraziando fratello Sole, è passato da 22 gradi della mattina a circa 25 in tarda mattinata.
Il ''buontempone'' Serraiocco, ha pensato di esorcizzare la situazione negativa facendo togliere i cartelli che avvisavano i clienti della mancata possibilità di fare la doccia a meno che non si volesse farla con acqua fredda.
Pare che a qualcuno dei suoi collaboratori abbia detto che la doccia fredda fa anche bene. E' vero che in alcuni casi faccia bene perché rende possibile la termogenesi, la capacità del corpo di scaldarsi autonomamente. Ma la doccia fredda è però sconsigliabile per chi soffre di ipertensione, di mal di schiena, di sinusite e di malattie cardiache: e chi frequenta la piscina non è solo il nuotatore agonistico ma una grande percentuale, specie la mattina, è fatta di persone che fanno riabilitazione di vario genere.
Comunque, di là del dibattito, se l'acqua fredda faccia bene o male, c'è da dire che, oltre alla doccia sono fredde le acque delle vasche e, sommando i due ''malefici'', al cliente Naiadi non possono che venire dei disagi notevoli.
A questo punto ripresentiamo la domanda ai responsabili della Regione che, di fatto, è proprietaria dell'impianto: Se i due proprietari della società che ha la concessione, non sono in grado di sopperire il peso delle spese necessarie per sistemare in modo decente la struttura, oltre a spiegare con quale criterio hanno comprato un passivo milionario, ben sapendo che la concessione stessa finisce a novembre del 2018 (anche se questo è un fatto privato perché ognuno può decidere di castrarsi come vuole), sarebbe opportuno intervenisse la proprietaria del complesso per evitare un declassamento del valore stesso della struttura che, ribadiamo, non è privata, ma pubblica.
A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Quali interessi stanno coprendo? Quali mire sono indirizzate verso le Naiadi? Se non riescono a ottemperare agli obblighi del concordato, come pensano di salvare la situazione, con quali appoggi e con quali mezzi?
Intelligenza vorrebbe che si organizzasse un tavolo di lavoro mettendo a sedere il rappresentante della Regione, i proprietari del Progetto sport, il direttore attuale che ben conosce i lavori che sarebbero necessari e fondamentali, un'eventuale diligence bancaria, e trovare la giusta soluzione nei tempi e nei modi.
Andare avanti da ''peracottari'' si finirà con il danneggiare irreparabilmente una struttura che da cinquanta anni circa è un fiore all'occhiello dall'intera Regione