INETTITUDINE AL VERTICE DELLE NAIADI, QUANDO PENSA DI INTERVENIRE LA REGIONE?
21/08/2017

Si lavora all'interno del complesso Le Naiadi ma con operazioni di facciata che nulla hanno a che vedere con i veri lavori di ristrutturazione di cui il complesso ha necessità, considerando che tutto l'impianto, oltre a essere obsoleto a diversi livelli, soprattutto quelli relativi agli impianti di riscaldamento dell'acqua, ha bisogno di altri lavori urgenti, ma che non si fanno, perché costosi.
Allora la domanda è: Perché sono subentrati due soci nuovi nel Progetto sport che ha la gestione dell'impianto?
Quando la società di cui era proprietario Luciano Di Renzo ha avuto grossi problemi economici, di cui abbiamo già scritto in un precedente servizio, la soluzione sarebbe stata quella del fallimento, del ritorno della struttura nelle mani del vero proprietario, la Regione Abruzzo, e con un nuovo appalto si potevano trovare altre risorse economiche e tecniche per rilanciare il complesso.
I responsabili politici e amministrativi, hanno inteso a suo tempo, evitare il fallimento e accettare un concordato. Sicuramente un fatto positivo.
In quel periodo fu nominato amministratore della Progetto Sport Gestione Impianti srl il signor Lamberto Calore. Questi, con il suo impegno quotidiano e con l'aiuto di validi collaboratori che si sono profusi tutti nell'impegno di rispettare le richieste del concordato.
Ricordiamo che Calore è arrivato alle Naiadi all’inizio del 2015, nel momento più critico della gestione ma ha saputo ridare slancio a tutta l'attività tanto che: ''Da allora abbiamo fatto un lavoro concreto che ci ha portato all’inizio di una strada altrettanto lunga ma che vogliamo percorrere in un’ottica di ulteriore rilancio delle Naiadi a favore della comunità. Il concordato è un obiettivo importante e dobbiamo ringraziare i professionisti che ci hanno assistito e anche il tribunale che ci ha dato la possibilità di dimostrare la fattibilità delle nostre idee. A conferma del buon lavoro ci sono i bilanci positivi degli anni dopo il 2015.''
E' opportuno ricordare che nel 2018 scadrà la concessione della Progetto Sport che, ogni anno, versa alla Regione 1.500 euro di canone.
L'omologazione del concordato era stata concessa perché c'erano i presupposti, con il buon lavoro, di ripianare, in tutto o in parte, un passivo di 3,5 milioni di debiti: secondo il piano, era previsto il pagamento di oltre 2 milioni di euro di debiti verso il personale per TFR ed emolumenti, verso l’Erario, verso gli enti previdenziali e assistenziali, verso professionisti; previsto il pagamento di altri 543 mila euro a banche e fornitori a fronte di un buco iniziale di oltre 1,5 milioni.
L'omologazione fu possibile perché tutti i creditori vollero ''aiutare la baracca'' e si dissero consenzienti. Inoltre la Progetto Sport si è vista riconoscere una giusta cifra per le per le migliorie e le straordinarie manutenzioni effettuate.
Mentre tutto sembrava andare per il verso giusto, sono arrivati due nuovi soci che hanno rilevato il settanta per cento delle quote. Fermo restando che oltre al passivo di cui sopra, ci sono due contenziosi non di poco conto con l'ACA e l'Enel.
Ricordando sempre che c'è la scadenza pesantissima del dicembre 2018, la domanda è perché sono intervenuti questi due soci, come pensano di onorare il concordato, quali speranze hanno o quali promesse hanno ricevuto? Inoltre si sa che da quando sono subentrati con il loro settanta per cento, nulla è stato rispettato per quanto attiene gli impegni del concordato stesso, tanto è che si sa che il Commissario ha le sue rimostranze da fare e da evidenziare chiamando in causa i tre soci attuali: Paolo Colaneri (70%), Daniele D'Orazio (70%) Luciano Di Renzo (30%).
Avevano promesso, questi signori, che avrebbero dato vita al nuovo corso delle Naiadi, la cittadella dello sport pescarese che, ricordiamolo a chi vuol fare lo gnorri, non è una proprietà privata, ma della Regione Abruzzo, come dire degli abruzzesi tutti.
Orbene, considerando l'incapacità di questi signori a continuare il buon lavoro di Lamberto Calore e dei suoi affidabilissimi collaboratori (considerando anche le gravi difficoltà della Piscina di Francavilla che è parte del Progetto Sport), e ad evitare possibili strumentalizzazioni, che sono facilmente intuibili, non sarebbe il caso che la Regione chiamasse a rispondere i proprietari attuali della Concessione a sistemare a breve le pendenze con gli impegni presi in fase concordataria, e in caso di inabilità, ad azzerare tutto, e riproporre un nuovo appalto pubblico e, in attesa, lasciare lavorare il signor Calore con il suo gruppo?