RIFLESSIONI ''FERRAGOSTIANE''
14/08/2017

Confermo la mia ammirazione per certi atteggiamenti della tifoseria pescarese, anche se non dimentico altri atteggiamenti che non hanno suscitato la stessa impressione.
I fatti da ammirare sono quelli relativi al ''salvataggio'' della società dall'attacco degli avvoltoi che volevano banchettare sui resti di una società, salvata poi da De Cecco e compagni e poi questo altro relativo al ritorno di Zeman a Pescara.
Alcuni, che con troppa facilità dimenticano le cose, o non sanno leggerle, dicono che il merito di questo ritorno è del presidente.
Non sono d'accordo.
Per me il merito è della tifoseria che ha ''costretto'', di fatto, Sebastiani a fare marcia indietro nelle sue valutazioni relative a Zeman e lo ha riportato qui solo per tacitare una tifoseria ''incazzata nera'' per la stagione deficitaria in Serie A.
Non dimenticate come si lasciarono i due personaggi nel giugno 2015.
Vi ripresento delle dichiarazioni illuminanti:
''Leggo con stupore dello stupore del presidente Sebastiani. Confermo ciò che ho dichiarato alla Gazzetta dello Sport e cioè che ancora martedì scorso davanti al ds Pavone, Sebastiani mi ha confermato al telefono che sarei stato l’allenatore del Pescara. C'eravamo, d’altra parte, già visti di persona a Roma e parlati spesso al telefono anche della squadra da costruire. Mi rattrista oggi constatare come una persona con cui ho avuto in questi anni un rapporto stretto professionale che era diventato anche di fiducia ed amicizia, poi non abbia avuto neanche il buon gusto di avvertirmi dei cambiati programmi. E addirittura non mi ha risposto più al telefono. Per mantenere la parola data al Pescara, ho evitato di parlare con altri club e ascoltare le loro proposte, perché per me la parola ha un valore. E continuerà sempre ad averlo».
''Ribadisco che una persona da sempre vicinissima a lui e al Pescara, il signor Paglione, mi ha chiamato per dirmi che per giustificare il mio ingaggio al Pescara avrei dovuto dire di arrivare gratis, adducendo come motivo che la piazza mi era ostile. Nel calcio ne ho viste tante e tante spero di vederne ancora, alla mia età forse non dovrei più stupirmi di nulla, ma mi amareggio ancora quando capitano situazioni simili. Ripeto: bastava almeno avvertirmi. La mia storia professionale e personale la conoscono tutti, non saranno certo le offese personali del giovane presidente Sebastiani oggi a mutarla. Lascio alla gente valutare quanto è accaduto e se è normale gestire cosi le cose. Io ho detto la semplice verità, se a qualcuno non piace, non è certo colpa mia.''
E Sebastiani dal suo canto: ''Io eviterei anche di rispondere a Zeman perché evidentemente purtroppo sono stato io a non capire in questi anni questo allenatore e soprattutto questa persona. Quello che ha detto è una cosa vergognosa e grave perché io come presidente del Pescara non ho fatto nessuna proposta indecente a Zeman, sapendo anche come il mister tiene ai fatti suoi. Ribadisco che nessuno lo avrebbe mai chiamato, ci mancherebbe per venire gratis a Pescara. É sempre bello parlare poi - ha detto ancora il presidente biancazzurro Daniele Sebastiani - quando si toccano i fatti personali. Se c'é uno che non ha mantenuto la parola che aveva dato al Pescara non è certo il Delfino Pescara.''
Poi è successo che, la squadra e l'allenatore voluti da Sebastiani, si sono rivelati un autentico flop nazionale con quasi tutti i record negativi battuti, le macchine bruciate (a proposito che fine hanno fatto le indagini ufficiali?), la dura contestazione e l'abbandono della Curva da parte dei Rangers ed è presto spiegato che Sebastiani non poteva fare che questo, per tacitare la contestazione, e lo ha fatto SPINTO dai Rangers, e non perché credeva in un atto di politica sportiva, perché a lui, interessano (e qui qualche partigiano dirà che sono il solito) gli atti mercantili.
Come dire, attenti a Del Sole, potrebbe partire anche a gennaio, se non prima. (Gianni Lussoso)