SODDISFATTI SENZA ESALTARSI
13/08/2017

Dopo la rotonda vittoria sul Brescia c'è di che essere soddisfatti senza, però, esaltarsi.
I gol realizzati sono il frutto degli schemi di Zeman e della bravura di alcuni giocatori che hanno confermato di avere dei fondamentali di spessore tecnico, come Del Sole che, in alcuni casi, ha dato veramente spettacolo.
Per ora, dicevo, pur se soddisfatti per come stanno andando le cose, non è possibile dare un giudizio completo e definitivo perché, al 31 agosto, potremmo avere una squadra diversa da giudicare.
Al momento ci sono alcun e sbavature da correggere in difesa; a centrocampo bisogna che ci sia maggiore peso tecnico, quello fisico lo propone Coulibaly che si fa notare per applicazione e impegno.
Dunque il discorso passa al settore tecnico che dovrebbe farci capire, a breve, chi sono i giocatori che resteranno e chi, invece, sarà destinato a rimpinguare le casse del sodalizio che, nonostante gl'importanti movimenti in entrata denuncia che ci sono delle passività da regolare.
Pertanto, senza voler accendere nessuna miccia polemica, ma per onestà di cronaca, dovremmo riconsiderare la tecnica delle cessioni, cioè lo spirito che anima il mercato del presidente: un minimo di programmazione vorrebbe che non fossero venduti subito quei giocatori che sono in previsione di crescita tecnica, mentre si offrono (chissà perché?) contratti pluriennali a giocatori spremuti e incapaci di offrire un giusto rendimento che non faccia pentire per la spesa accollata alla società.
Troppo spesso, infatti, la società è stata criticata, da chi ha l'animo leggero e non servile, di avere poche e scarse ambizioni sportive e di prediligere, in verità, operazioni mercantili: meglio l'uovo oggi, benedetto e subito, piuttosto che la gallina domani.
Zeman, della cui onestà intellettuale calcistica non ho alcun dubbio, si è detto abbastanza soddisfatto, di aspettare qualche elemento per la difesa e per il centrocampo, e che si aspetta che i giocatori lo seguano sui programmi di lavoro perché c'è ancora tanto da fare. (gianni lussoso)