LEGGO SEMPRE I POST DEI TIFOSI
11/08/2017

Leggo sempre con molta attenzione i post dei tifosi del Pescara perché, pur tra tante sciocchezze espresse ''ad minchiam'', trovo riflessioni molto puntuali e molto intriganti che mi aiutano a capire di più e meglio, certe situazioni sia tecniche sia societarie.
Tra le riflessioni trovo anche commenti sul mio personale lavoro e su quello di altri colleghi. Salto a piè pari le considerazioni sugli altri e rifletto su alcuni appunti che mi sono stati rivolti e che propongo in lettura.
Manuel1986
... Lussoso ai bei tempi andati era decisamente più duro sul ragioniere, adesso, come detto da altri, si è molto ammorbidito. Però la mia stima per Gianni rimane inalterata; almeno lui le cose le ha dette ''chiare e tonde'' ed in tempi in cui contestare questa società era davvero difficile. Forse adesso, per pietà umana, non vuole infierire... e fa bene, secondo me...
11-08-2017 ore 13:27:21
da alex__74 ... L UNICO CHE PARLAVA IN FACCIA ERA LUSSOSO MA NON SO PERCHE' PURE A LUI ULTIMAMENTE PARE ESSERE COMPARSA LA SEBASTIANITE
433offensivo
... Condivido che la stampa, poteva e doveva, essere più incisiva, ma fare di tutt'erba un fascio, non lo trovo corretto, nei confronti di chi, svolge il proprio lavoro con obiettività nel rispetto del proprio ruolo. Su Lussoso, invece, va fatto un discorso a parte... egli porta avanti una sorta di battaglia personale, che giusta o sbagliata che sia, resta un fatto personale, ed un giornalista, a mio modesto parere, dovrebbe scrivere e parlare , eludendo dal personale.
11-08-2017 ore 12:52:35
alex__74
... L UNICA ARMA SAREBBE LA STAMPA MA E' TUTTA E DICO TUTTA ASSOLDATA.. ANCHE LUSSOSO LO VEDO PIU ''RILASSATO''
11-08-2017 ore 12:43:34IP: 79.52.1.***
I commenti di cui sopra ribadiscono e confermano che ognuno ha il doppio pubblico, che non puoi accontentare tutti, che alcuni giudicano sulla spinta delle loro emozioni e non sui ragionamenti fatti su basi concrete e su realtà che non debbono essere fantasie, ma frutto di analisi, ricerche, indagini, interviste a vari livelli e così via.
Per farmi capire meglio posso dire come lavoro: vengo a conoscenza di un fatto, controllo la fonte, lo analizzo, vedo se è un fatto utile per i miei lettori e dopo commento con la mia conoscenza e del calcio e della società e degli uomini in generale.ù
E' chiaro che, quando esprimo un concetto che, per esempio, piace a 433 offensivo, allora sono uno ''fregno'' altrimenti sono uno che fa la guerra personale. Orbene, come potrebbe esserci guerra personale tra me e il ragioniere se non abbiamo mai avuto rapporti personali, né professionali, non abbiamo mai avuto contatti di alcun genere. Le discrepanze tra lui e me ci sono in quanto, venuto a conoscenza di certi fatti e, dopo averli controllati, li ho pubblicati e commentati e mi sono guadagnato l'etichetta di nemico del ragioniere soprattutto quando i miei interventi sono stati diversi e tutti, badate, confermati, in seguito, dalla verità obiettiva dei fatti.
Certo, il mio non è un giornalismo facile, ma io non ho altro che la mia dignità di giornalista e la difendo con estrema durezza.
Ma non ho precluso al ragioniere la possibilità di dire la sua, tanto è vero che c'è un ''carteggio'' epistolare nel quale lui si lamentava della imprecisione di alcuni miei commenti, poi però non annullati dalle verità uscite fuori, ed io che gli ribadivo che ero pronto a pubblicare le sue dichiarazioni solo che le avesse fatte. Pur promettendomi, per iscritto, un incontro, anzi, a dire il vero: ''Le farò scrivere io un libro su quello che ho fatto'', sono ancora in attesa di sentirlo.
Detto questo, è chiaro che se fai un giornalismo in cui racconti la partita facendo la cronaca, non tocchi alcun interesse; ma se fai il racconto della partita dicendo come e perché si sono registrate alcune situazioni, allora ti fai dei nemici. E' nel gioco delle parti. Personalmente lavoro dal 1964 come professionista, inviato all'estero per molto tempo, e non ho mai fatto servizi raccontando ciò che pensavano i dirigenti ma dicendo le idee che io mi ero fatto, anche dopo averli sentiti, insomma faccio il giornalista e non l'addetto stampa.
Detto questo, concludo riconfermando che nei tempi passati sono stato duro e i fatti mi hanno dato ragione, sono stato il solo a denunciare gli accordi con la Gea; a mettere in risalto le situazioni sudamericane; i tanti soldi dati a destra e manca senza una vera logica, e ben ultimo arriva questa operazione legata al futuro Baresi che hanno fruttato, intanto, bei soldini a Mesa; il solo a parlare dei soldi della Fondazione; il solo a parlare e spiegare le plusvalenze (non quelle attive che sono lecite) fittizie.
Che altro devo fare, giornalisticamente parlando? Se fossi un socio, lo denuncerei alle autorità competenti; se fossi un tifoso gli chiederei prima di tutto di scusarsi con la tifoseria e poi di spiegare chiaramente i suoi maneggi.
Essendo solo quello che sono, scrivo in libertà e dopo aver studiato i fatti. Alex non mi sono rilassato, nonostante i miei 77 anni compiuti, sono più vitale che mai, ho pubblicato un altro volume sui Biancazzurri di 352 pagine a colori e ''non faccio il venditore di libri suoi'' come qualche tuo collega mi ha definito, anche perché chi zappa la sua terra non è contadino. Sono uno scrittore, con oltre ottanta libri pubblicati e molti premiati, e sono un giornalista con un curriculum di tutto rispetto.
Detto questo, continuate a leggermi come io farò con voi, e siate certi che non sono né un aggreppiato, né uno cui piace la pacca sulla spalla (mi avete mai visto a un ricevimento con i dirigenti sia attuali sia del passato?), amo solo il mio lavoro fatto in libertà. Ciao. Gianni.