IL CALCIO IN CINA DAL NOSTRO INVIATO GIANNI GREGORIS
04/05/2017

I Cinesi che oggi praticano con regolarità lo sport sono circa 50 milioni.
Entro il 2025 il numero dei praticanti lo sport raggiungerà 500 milioni.
Non esiste nessun altro mercato al mondo che può dichiarare un target così alto di
persone che faranno attività sportiva.
Il Calcio attuale Professionistico è un’industria che genera fatturato attraverso le performance
sportive che producono spettacolo e fidelizzano sempre più tifosi che diventano “consumer”vale a
dire clienti totali delle tre aree di ricavi. I nuovi
tifosi possono essere chiamati anche consumers, non sono più di sola estrazione radicata nel
territorio, tanto per intenderci tifosi doc. Pescaresi, Teramani, ecc. ma nuovi tifosi globalizzati dei mercati emergenti di Cina ed Asia.
Il calcio Inglese, Spagnolo e Tedesco, ma anche il Brasile fa la sua parte, sono i migliori nell’aver
compreso questo nuovo mercato attraverso il modello di business di “Football Management”o
calcio commerciale o calcio industriale.
Lo stato attuale del calcio in Cina
Del calcio professionistico in Cina e degli investimenti miliardari, se ne parla più in Europa che in Cina;
Circa il 30% dei Cinesi sono oggi appassionati di calcio, in particolare di quello Inglese, Spagnolo, Tedesco, Brasiliano ed anche in piccola parte Italiano
Se il settore dei Professionisti tenta di somigliarsi lentamente agli standard Europei strizzando l’occhio al Sol Levante, con i limiti evidenziati, il settore dilettantistico invece forte oggi di 26 milioni di giocatori, non è minimamente paragonabile alla nostra LND. Hanno una infinità di federazioni, non ci sono molte partite e campionati da giocare, non c’è mai il pubblico, è vero anche che mancano le tribune. Spesso molti tornei dilettantistici sono di calciotto, mancano i campi di calcio e quelli che ci sono, hanno una scarsa manutenzione (inesistente), poi dal punto di vista progettuale, non sono stati pensati con le competenze necessarie e funzionali idonei ad impianti sportivi per giocare a calcio.
Ho seguito diverse partite dilettantistiche, il top della loro categoria dilettanti che equivale alla nostra serie D, Eccellenza o Promozione, il livello tecnico - tattico - atletico, corrisponde ad una discreta squadra di media classifica di terza categoria o di seconda;
Quindi al calcio del Dragone oggi, manca totalmente una base tecnica -geo- cognitiva, vale a dire l’utilizzo non soltanto dei piedi ma anche del cervello per giocare a calcio, professionistico, dilettantistico e settore giovanile.
A livello dilettantistico, loro non immaginano nemmeno il nostro livello qualitativo, cioè da noi per
giocare con il Sambuceto, la Renato Curi o il Francavilla ecc. devi essere un bravo giocatore, dove inizi
a giocare a calcio dalla nascita e poi se sei bravo, potrai raggiungere la Promozione, l’Eccellenza o la
Serie D ed è già un grande risultato sportivo.
Quindi per attrarre bambini alla scuola calcio, l’investiture Cinese ingaggia
allenatori stranieri o acquista il “franchise” l’affiliazione a società professionistiche Inglesi, Spagnole, Tedeshe e alcune anche Italiane.
Il genitore Cinese è più propenso a iscrivere I propri figli in quanto crede di
ricevere un modello educativo di insegnamento del calcio sicuramente migliore di quello Cinese. Di fatto non è così, le società professionistiche hanno l’interesse a vendere
la licenza, ad aumentare il merchandising, a creare nuovi tifosi consumatori e quasi sempre è disinteressata a controllare se la Scuola Calcio lavora secondo I parametri qualitativi della società mandataria.
Ho diversi amici allenatori Inglesi e Spagnoli, i quali mi confermano che c’è molta resistenza nella formazione degli allenatori Cinesi che poi devono a loro volta guidare i bambini a giocare a calcio.
Per la Pescara calcio si potrebbero aprire grosse possibilità se si riuscirà a: far conoscere il brand della società; acquisire nuovi tifosi ad oriente; fidelizzare i cinesi residenti in Abruzzo; incrementare i ricavi di merchandising; attirare investimenti cinesi sul territorio dell'Abruzzo.
La grossa difficoltà sta nel capire la mentalità attuale cinese relativamente al calcio, che è così lontana dalla nostra che, sicuramente, i dirigenti pescaresi non hanno capito e hanno sottovalutato: se è vero che entro il 2020 cinquanta milioni di bambini giocheranno al calcio e che nei prossimi venti anni il mercato dell'industria del calcio in Cina avrà un valore di 35 -40 volte più grande di quello europeo, è anche vero che i Cinesi pensano, immaginano, interpretano e praticano il calcio a loro modo (troppo difficile da spiegare), spesso in
ambito dilettantisco, cambiano anche il regolamento FIFA secondo loro usi e costumi (una specie di adattamento), cioè secondo la loro cultura a cui non rinunciano e bisogna considerare la loro naturale diffidenza nei confronti dei tecnici stranieri. Di contro però hanno una visione molto raffinata sotto il profilo del business ed una organizzazione impeccabile da
Champions League degli eventi (oltre a quelli professionistici) ma in particolare di quelli dilettantistici e dei tornei giovanili; con presenza massiccia delle riprese video, decine e decine di telecamere, interviste, social ecc.
Per concludere, chi crede di poter investire in Cina deve fare i conti con la necessità di imparare, ripensare, ridisegnare, rinnovare, ripartire e innovare il modello di fare calcio. Insomma studiare e capire la mentalità cinese che è tutt'altra cosa con quella europea e insegnare calcio a chi non sa di calcio e non credere di poter insegnare il business a chi degli affari è stato sempre maestro. Come dire cercate di non andare per suonare e ritornare suonati.