FINORA È STATO MISERO... ORA DI PIÙ.
13/03/2017

Per motivi professionali, e solo per cercare sempre di capire i problemi, di analizzarli e di proporli ai miei lettori, ho seguito passo passo le alchimie di vario genere di Sebastiani, ed essendo stato quasi sempre solo a scrivere delle sue azioni negli ultimi anni in chiave critica, e non strisciante, mi sono guadagnato l'epiteto di ''nemico personale di Sebastiani''. Naturalmente, quando fai del giornalismo d'attacco e di inchiesta, spacchi il fronte dei tifosi e come sempre accade, si forma il doppio pubblico: chi ti segue, felice delle precisazioni che contribuiscono a far vedere il re nudo e si duole del fatto che il sottoscritto ''Non viene mai invitato in alcuna trasmissione...'' dimenticandosi del fatto che io ho una mia rubrica quotidiana di commento sportivo su TVQ e mi faccia sentire, e come!, e che non ho interesse ad andare a portare il mio contributo professionale a favore di emittenti concorrenti, e chi ti osteggia dicendo che le tue analisi sono dettate da inimicizia nei confronti del presidente, dimenticandosi di dire a se stesso che, notoriamente, non ho alcuna frequentazione, né rapporti commerciali, né di altro genere personale con chi mi diventa interessante in quanto presidente del Delfino1936, e assolutamente insignificante in quanto operatore economico.
Il fatto è che nella sua arrampicata alla poltrona presidenziale, il ragionierie si è fatto notare, da me che non gli devo nulla, per gli atteggiamenti meschini avuti nei confronti dei suoi ex soci e di alcuni suoi collaboratori e per la maniera ''border line'' di gestire le cose della Pescara Calcio o Delfino che dir si voglia, con finalità diverse dalla conquista dei traguardi sportivi ma con il precipuo fine di fare cassa, come dire un mercante alla corte del Pescara e non un dirigente proiettato verso il successo sportivo.
Per portare avanti la sua filosofia di lavoro che era finalizzato alla sua personale felicità e non a quella dei tifosi, ha avuto bisogno di alcuni personaggi che hanno zittito di fatto la Curva Nord, che ora pare dimostrare segni di ravvedimento, di alcuni treppiedi umani disposti solo a reggere il microfono e a non fare domande, diciamo impertinenti..., e di manovrare con alcuni chiacchierati personaggi del mondo calcistico nazionale e internazionale con i quali ha operato manovrando a suo piacimento, capitali, azioni, uomini e tutto per un solo unico scopo: arricchirsi sulla pelle dei tifosi.
Quando si è visto scoperto, ha detto che era pronto a lasciare perché il calcio non era e non è il suo lavoro. Brutta mossa dettata, forse, dalla fretta e dall'aver sotto valutato Danilo Iannascoli ed era la seconda volta: la prima, quando costretto a dimettersi da AD delegato lo ha sorpreso pagando la sua quota di ricapitalizzazione e restando come spiane nel fianco all'interno della società, e la seconda quando gli ha proposto di acquistare le sue quote. Allora, vistosi quasi perso, ha preteso che non solo le sue ma anche quelle degli altri soci dovevano essere messe nel conto perché, di fatto, lui comandava come un padrone e non come un presidente eletto di un CDA.
Ha cercato ancora una volta di mischiare le carte e visto che la massa dei tifosi aveva cominciato a capire, alle ore 12,30 di domenica poco prima della partita con l'Udinese, ha convocato presso gli uffici Interservices Leasing di viale Bovio, una conferenza stampa volta a chiarire la posizione della società sulle voci di mercato di questi giorni. Una bufala, un flop inaudito, considerando che si è trattato solo di un monologo raccolto ai suoi due giornalisti fidati e affidati. Solo un monologo, nessuna domanda, nessuna richiesta di precisazioni, il nulla assoluto.
Alcune perle: ''Non parlerò da oggi più di cessione del Pescara. Il discorso per quanto mi riguarda è chiuso. Per me l'operazione vendita delle quote a Iannascoli si chiude qui. Non sono interessato e non lo sono più. Poiché continuerò a cercare soci importanti per fare grande il Pescara, per la parola che ho dato, lo chiamerò per mostrargli un'offerta che e se arriverà, anche se da statuto neanche sono tenuto a farlo''.
''Ho convocato questa conferenza stampa per fare chiarezza e spiegare un aspetto che mi sta dando fastidio, rispetto all'offerta del socio Iannascoli.''
''La cosa che mi ha dato fastidio è anche quella relativa a voci sulla situazione debitoria della società. Il Pescara non ha dieci milioni di debiti ... e via di questo passo inanellando una serie di bugie alle quali, però, poverino, ormai crede sperando che i tifosi abboccassero ancora una volta.
Danilo Iannascoli oggi, 13 marzo, ha rilasciato una ulteriore dichiarazione a commento delle parole del ragioniere confermando di fatto che nella società ci sono dei debiti e che Sebastiani mente e che nella proposta presentata si faceva chiaro riferimento al pagamento degli stessi e alla sostituzione di tutte le firme presso le banche. Che spesso nel passato lui, personalmente, è intervenuto per sostenere economicamente il presidente sia con versamenti in conto capitale e sia con ripetute anticipazioni personali.
In tutti questi mesi di interviste pilotate il ragionier Sebastiani non ha mai precisato quale le reali posizioni e quanto è costata alla Pescara Calcio la presenza di Moggi; qual è la reale posizione della società DM Real Estate di Mario Paglione, padre di Gianni Paglione che, pure, pare abbia qualcosa a ridire sulle movimentazioni sebastianee; quali sono i veri movimenti fatti con i milioni avuti dalla Fondazione Pescara con il beneplacito di Mattoscia; quali e quanti sono stati i movimenti di mercato con l'estero; se sa dirci la dinamica delle plusvalenze attive e fittizie... e ci fermiamo qui per carità di patria.
Che dire, il re è nudo. Il presidente corre il rischio di essere lasciato anche dagli striscianti amici che gli faranno pagare caro il fatto di averli costretti a una ben misera figura.
E chiudendo il servizio, mi viene in mente un nostro adagio: chi troppo vuole nulla stringe.