LE FIAMME NON OSCURANO IL TOTALE FALLIMENTO CALCISTICO.
08/02/2017

Sebastiani, nella sfortuna è fortunato. E' vero che ha avuto due auto bruciate, ma sono coperte dall'assicurazione.
E' vero che un atto vigliacco di tal genere potrebbe avergli scosso un po' il sistema nervoso, o fatto temere per le figlie adorate, ma è anche vero che ha fatto distogliere le attenzioni degli sportivi dal suo totale fallimento calcistico e del suo inesistente progetto costruito su operazioni fasulle, criticabili e censurabili.
Per fortuna c'è una Commissione parlamentare d'inchiesta che è al lavoro sulle malefatte calcistiche che coinvolgono molti personaggi del calcio nazionale e cerca di far luce sugli agganci tra presidenti di calcio e esponenti della 'ndrangheta.
Escono insomma a pioggia nuove e inquietanti rivelazioni sullo scandalo del calcio scommesse. Ma che cos’è diventato lo sport più amato dagli italiani? Una macchina truccata che non può e non vuole arrestarsi. Dove la malavita organizzata intende investire le proprie risorse. Perché con il calcio scommesse, i clan possono sia riciclare sia vincere denaro. E il rischio penale, al contrario di altri reati, è molto basso.
Ma, tornando alle fiamme pescaresi, tutti, indistintamente, sopratutto alcuni cronisti locali vicini a Sebastiani, hanno punto il dito accusatore contro i tifosi biancazzurri senza nemmeno pensare un attimo che potrebbero esserci altri interessati alle vicende professionali di Sebastiani che ha interessi in diverse branche della economia che vanno dall'edilizia, alle finanziarie, ai leasing con gruppi molto importanti, ai rapporti commerciali con personaggi che hanno subito nelle ore passate dei fallimenti ultramilionari.
Insomma, prima di puntare il dito sui tifosi, penserei anche alla possibilità di qualche vendetta o avvertimento da parte di altri soggetti. Ma non è stato fatto, anzi, la colpa è di chi ha criticato il presidente sul piano dei suoi clamorosi errori di quest'anno.
A un superficiale esame, bisogna attendere prima di tutto i rilievi ufficiali degli Organi investigativi, parrebbe più un'opera di professionisti, capaci di non farsi riprendere dalle telecamere e di non lasciare tracce, piuttosto che l'avventato gesto di qualche tifoso incazzato.
Il presidente che è molto intelligente, come ha tenuto a precisare n el corso delle interviste rilasciate, ha adombrato anche la direzione da cui potrebbero arrivare i mandanti e ha gridato a chiare lettere che non lascerà se non arriverà un'offerta concreta, ma ha dimenticato di chiarire quanto lui e i suoi soci hanno concretamente pagato a De Cecco, Caldora, Edmondo, Pagliarone, Ortolano e Martino, quando è subentrato. Poi ha anche precisato che, se dovesse farlo, sarebbe a favore di chi ha più forza di lui e non a chi potrebbe nel giro di pochi mesi portare i libri contabili in Tribunale dopo aver fatto la cresta su alcune operazioni.
Che sia intelligente Sebastiani lo conferma a ogni atto, che sia furbo, pure. Ma che sia arrogante, anche, e questa caratteristica lo porta a sottovalutare le situazioni o a credersi al disopra di tutto.
Lui ora cavalca la tigre spostando le attenzioni su altri angoli, ma è chiaro che, sempre da ''volpino'', ha chiare le alternative:
- Non lascia e gestisce la situazione in attesa di eventi.
- Andare avanti e chiudere delle operazioni di vendita in corso, incassare la quota parte del paracadute (che è versato in tre anni) e manovrare, quindi, un tesoretto di diversi milioni di euro e poi lasciare verso la fine di luglio.
- Oppure sempre con la manovra appena descritta, fare la Serie B sperando in una nuova promozione altrimenti lascerebbe a fine campionato.
- Oppure, vende delle sue azioni ma resta nel sodalizio come socio di minoranza ma, a dire il vero, mi pare molto irreale.
Ultima ipotesi, rimette l'incarico, come fece a suo tempo De Cecco, e fa accollare debiti e capitali ai nuovi eventuali subentranti... ma ha già fatto capire che vuole monetizzare ancora di più.