IL GATTO E LA VOLPE
02/02/2017

Oddo e Sebastiani, come dire il gatto e la volpe. Gli abbocconi, invece, sono quelli che oggi alzano la voce, contestano, sparano accuse anche dure, senza capire che è tutto un correre dietro il vento e far consumo di parole.
Le critiche dovevano essere mosse prima quando parlare, significava mettere il ragionier Sebastiani di fronte alle responsabilità del mercato (estivo) e del campionato e del mercato invernale, e indurlo a correggere le sue scelte che si vedeva chiaramente, erano dettate, non dalla esigenza di risolvere problemi tecnici della rosa dei giocatori, ma di compiere operazioni capaci di produrre guadagni anche di grosso spessore.
Furbo e intelligente come una volpe, Sebastiani aveva capito che, pilotando un paio di elementi della stampa locale, e un paio di elementi capaci di catalizzare i movimenti della curva, poteva permettersi di agire a suo piacimento senza critiche di sorta.
Le operazioni erano dettate dal fare vendite corpose, acquisti di scorso impegno, prestiti non troppo onerosi, movimenti di alcuni elementi della giovanile con ''cifre'' di comodo, plusvalenze fittizie orchestrate con evidente bravura in termini di ingegneria finanziaria, ed il gioco era fatto.
Se, comunque, con un pizzico di fortuna, riusciva con tutte queste ''maule'' a mantenere la Serie A, bene, altrimenti un ottimo paracadute , nei suoi programmi, avrebbe consentito, nel prossimo futuro, di fare una discreta squadra in B e tentare un possibile promozione oppure una campionato tranquillo consentendo, inoltre, di fare altri lucrosi affari con alcuni degli elementi appetibili sul mercato come Caprari, Campagnaro, Verre e via discorrendo.
Dalla sua, inoltre, aveva e ha, Massimo Oddo, il gatto della situazione, che, con i suoi atteggiamenti sornioni, aveva conquistato la fiducia della Curva che si esprimeva nei suoi riguardi con aggettivi molto edificante e certamente ancora da meritare, almeno per la serie A.
Con una certa faciloneria Oddo aveva creduto di poter fare comunque un discreto campionato con elementi non idonei alla bisogna dichiarando ufficialmente: ''Pensavo che la Serie A fosse più difficile...''.
Il resto è storia di oggi. Né vale la pena di stare a ricordare, cosa che ho fatto in tempi giusti, i tanti errori di valutazioni su elementi dal passato notevole ma che, adesso, hanno troppi problemi fisici da superare.
Con il silenzio colpevole di chi avrebbe dovuto farsi sentire; con la fiducia immeritata concessa dalla tifoseria, la volpe ha amministrato con molta furbizia e assistiamo al suo successo personale e alla crisi, forse senza rimedio, del Delfino 1936.
A qualche abboccone per convenienza, che dice che senza soldi questo era il massimo che si poteva avere, facile rispondere che sarebbe opportuno, allora, fare un estratto conto degli ultimi tre anni, vedere quanto realmente incassato con le varie voci inerenti l'attivo, quanto speso per giocatori e per la gestione societaria e altre voci inerenti il passivo e fare il saldo, dare o avere.
E' certo che i bilanci, come dicono i maestri della ragioneria, possono avere aspetti diversi a seconda delle finalità e dei comodi per cui sono presentati, ma sono pur sempre capaci di illuminare chi sa leggere tra le cifre.
L'altra ''furbata'' della volpe è stata quella di far credere che, senza di lui, il calcio a Pescara morirebbe e che non ci sono alternative alla sua presidenza: è falso, e lui mente sapendo di mentire ma, come tutti hanno potuto vedere, anche questa è un'arte in cui eccelle.
Concludo affermando che le contestazioni di oggi o di domenica prossima non servono a nulla, se non ad alimentare del revanscismo inutile e ancora più dannoso. Chi ha taciuto in tempi utili, colpevolmente, continui a farlo anche oggi per non disastrare ancora di più il calcio pescarese.