PERCHÉ SORPRENDERSI? STA SOLO FACENDO I SUOI INTERESSI.
29/01/2017

Perché sorprendersi? Sta solo facendo i suoi interessi.
Analizziamo con calma la situazione e vediamo perché la contestazione a Sebastiani fatta a Milano, ora, e ripeto ora, è tardiva e inutile e cerco di spiegare il mio punto di vista.
La storia della Pescara Calcio, per meglio dire Delfino1936 SpA, dice che a novembre del 2011, Sebastiani diventò presidente della società, e voglio ricordare, a coloro che dicono che bisogna ringraziarlo per aver investito personalmente nella continuità societaria, dopo le dimissioni di Peppe De Cecco, che il neo presidente, già da allora, dimostrò la sua furbizia e il suo progetto: perché le quote, allora era una Srl, e furono divise tra lui, Martino e Iannascoli.
Il quale Iannascoli, poi, in corso di gestione, dovette ''aiutare'' il sodalizio con un prestito milionario (non mi risulta ancora restituito) che ora lo qualifica creditore privilegiato nei confronti della Delfino1936 SpA e, viste le operazioni border line del presidente, che non poteva avallare, decise di dimettersi da A.D. E in seguito anche Repetto decise di prendere la via delle dimissioni...
Il primo novembre 2014 Sebastiani diceva: ''Nessuno mi ha obbligato e mi prendo le mie responsabilità mettendoci la faccia. Se qualcuno è disponibile a prendere la società, dato che dicono che siamo incapaci, io e i miei quattro soci principali ci facciamo da parte domani mattina...''
Ha sempre cercato di far credere di essere disposto a lasciare e a cedere ad altri, ma non spiega perché, alle richieste ufficiali fatta a mezzo TV (rete8) e stampa (Il Centro) in più di un'occasione, non abbai mai voluto rispondere a Iannascoli che era pronto, con altri suoi partner, a sostituirlo nella gestione societaria.
Il fatto è che Sebastiani ha fatto un progetto, e lo sta portando avanti con molta abilità: quello di sfruttare la situazione facendoci un grosso personale guadagno e si tiene ben stretta la ''gallina dalle uova d'oro''.
Infatti, trovandosi diversi milioni in entrata (conoscete tutti il massiccio gruppo di giocatori venduti in questi anni, i diritti televisivi, i premi di valorizzazione e quant'altro) non ha fatto altro che, appoggiandosi a scaltre persone del mercato calcistico (vedi Gea, Moggi, Raiola ed altri) vendere, fare le rose calcistiche con i prestiti, e fare solo alcuni acquisti utili per le plusvalenze.
Ha gestito la società puntando principalmente sulla possibilità degli affari e non dei traguardi sportivi, e ha inanellato una serie di personali successi economici, così come aveva in precedenza studiato con il suo progetto, che prevedeva anche sortite in altri settori (edilizia calcistica, stadio, centro sportivo e altro...) cose che, al momento, sono ancora in fase di studio e di realizzazione per i veti imposti da Uffici regionali e da interventi della Magistratura.
Capito questo, è inutile sorprendersi se Sebastiani, fedele al suo progetto, ha fatto tutto in funzione di un suo arricchimento personale che, di contrasto, avrebbe portato a un impoverimento del calcio pescarese, considerando che già a gennaio, la città è con il timore di una retrocessione annunciata ma che, badate bene, con il ''paracadute'' porterà altri soldi al ''progetto sebastianeo''.
Analizzando bene i fatti, che in molti servizi precedenti ho messo bene in evidenza, la sola reazione di qualche Sebastianboy è stata: Ma se lei sa queste cose perché non le denuncia? Perché si limita a pubblicarle? Forse per inimicizia personale con Sebastiani che non ha comprato i suoi libri?
Domande che non meriterebbero risposta ma che comunque mi portano a non sottrarmi a darle: Scrivo i fatti di cui sono a conoscenza dopo averle controllate. Non sono tenuto a fare denunce ufficiali perché non sono un poliziotto, né un magistrato, né un Pubblico Ministero, né rivesto cariche ufficiali di questo tipo. Faccio il mio lavoro libero da servilismi e da striscianti posizioni.
Pensare che Sebastiani sia criticato da me per il mancato acquisto di qualche decina di libri e non per le operazioni che hanno fatto diventare la Pescara calcio lo zimbello di tutto l'ambiente nazionale, fa capire la stoltezza di chi le mette in giro, e fa capire solo che sono abituati ad un giornalismo da ''pacca sulle spalle'' con professionisti che, pubblicamente, nelle trasmissioni si danno del ''tu'' e ridacchiano alla faccia dei tifosi paganti.
Il fatto è che alla furbizia e alla intelligenza di Sebastiani, che fa i suoi interessi, fa riscontro l'ottusità dei suoi Sebastianboy che, se solo capissero quanto possono rendere o costare (a seconda delle posizioni) dieci o venti copie di un libro, terrebbero la bocca chiusa.
Perché la contestazione oggi è fuori luogo?
Perché non produce fatti concreti e positivi.
L'avessero fatta mesi or sono, avrebbero, forse, evitato il depauperamento del Delfino 1936 SpA.