“CHI È CAUSA DEL SUO MAL, PIANGA SE STESSO”,
09/01/2017

“Chi è causa del suo mal, pianga se stesso”, è una frase che ha un profondo significato, colui che è il colpevole del suo male pianga se stesso, cioè colui che è il colpevole della cosa di cui si lamenta deve prendersela soltanto con se stesso e non con gli altri.
Frase che si adatta con precisione al momento vissuto dalla Pescara calcio: sbagliato il mercato estivo, ora il ''ragioniere'' corre ai ripari e mette su una squadra dignitosa, almeno sulla carta, considerando che si aspettano i riscontri effettivi del campo, ma si lamenta del fatto che ci sono pochi punti in classifica e cerca i capri espiatori cui addossare le colpe che sono soltanto sue.
Solo un superficiale conoscitore delle reali forze calcistiche poteva inanellare una serie di strepitosi errori come da lui fatto. Forte della sua capacità di saper gestire i colloqui contrattuali, credeva di essere davvero in grado di costruire una squadra... fosse stato meno presuntuoso e arrogante, avrebbe fatto proporre le scelte tecniche ai tecnici (senza farli scappare delusi e incazzati) e poi lui avrebbe portato a conclusione gli affari, giacché su questo piano ha le sue giuste competenze.
Ma, sentitosi maturo anche in questo settore, e ''laureato in scienze calcistiche'', ha inteso prendere in mano tutta la situazione, con il disastroso percorso del girone di andata.
Ora sta cercando di rimediare a sue colpe, anche se cerca di addossarle ad altri, compreso a Oddo che gli avrebbe fatto credere di avere in mano uno squadrone con il quale capace di andare in ... Europa!
Repetto lo ha salutato, Oddo non se l'è sentita e rimane al suo posto a farsi crocifiggere dall'ingrato ragioniere.
Ho fatto un mercato da otto, ha sempre detto e ripetuto convinto di poter, con le chiacchiere, continuare ad abbindolare i tifosi fidandosi del fatto che aveva arruolato alcuni scalzacani che millantavano un potere decisionale all'interno della Curva Nord che, invece, dopo aver pazientato e aspettato che si ravvedesse, ha richiamato alle sue responsabilità il ''ragioniere'' che ora sta facendo operazioni che avrebbe dovuto fare ad agosto con il risultato di essere ultimi in classifica e con la necessità di dover rimediare in venti partite e annullare i suoi errori.
Il ragionier Sebastiani, ancorché laureato in scienze calcistiche, deve prendersela solo con se stesso e non con gli altri che hanno pazientato anche troppo.
Venti partite (compreso il recupero con la Fiorentina), sessanta punti a disposizione, possibilità concreta di salvarci se gli acquisti sapranno entrare subito nel clima del nostro campionato e nei meccanismi di Oddo che stava facendo, anche lui, un suo riesame critico e stava studiando scelte tattiche a quelle presentate e che l'hanno portato a collezionare sconfitte a gogò.
Solo se il ragionier Sebastiani e Oddo saranno onesti, con se stessi e con la tifoseria pescarese, si potrà fare il miracolo in cui molti vogliono credere, spinti dalla passione e dalla fede biancazzurra.