SEBASTIANI, LEI CONTINUA A SBAGLIARE...
13/12/2016

E' arrivata la contestazione e peccato ci sia stata, non allo stadio, ma in una sede dove si voleva festeggiare il clima natalizio. Grosso errore di valutazione del ragioniere e del suo staff. E anche qualche interrogativo sull'appartenza del gruppo dei contestatori.
E' arrivata, quindi, anche se già da tempo si notavano i prodomi di un malessere evidente, la spaccatura tra i tifosi.
A chi giova?
Altro errore del ragioniere che, prima ha foraggiato un gruppo di scherani per far sì che si tacesse sugli errori del mercato estivo, e poi ha chiamato a raccolta la massa dei tifosi non riuscendo a capire che la ''massa silenziosa'' aspettava un impegno diverso e non le solite chiacchiere ed è esplosa subito dopo la penosa esibizione di Crotone.
E' arrivato il momento in cui il ragioniere cerca di scaricare le colpe sui giocatori dicendo che devono metterci la faccia, dimenticando che ognuno dà quello che sa e che le colpe sono di coloro che li hanno voluti nella rosa del Delfino. Possono anche metterci la faccia, davanti alla contestazione dei tifosi, ma di certo non potranno metterci quei valori tecnici che non hanno.
E' arrivato il momento della bugia classica: ''Abbiamo forse peccato di presunzione, sopravvalutando questa squadra un pochettino. Non tutte le ciambelle riescono col buco, poi è facile parlare a cose fatte. Prima tutti dicevano che la squadra era ottima.''
Il ragioniere, abituato a mentire sulle cose calcistiche e a credere, poi, alle sue stesse bugie, dimentica che sono mesi che i giornalisti liberi (pochi) gli evidenziano che la rosa era incompleta. Che alcuni giocatori erano inesperti e non da Serie A.
Ma lui ha sempre fatto il suo gioco mercantile senza considerare gli interessi degli sportivi.
Ha anche detto: ''Noi abbiamo bisogno dei tifosi sugli spalti...''
Sì, dopo che sono passati dalla cassa a sottoscrivere abbonamenti e acquisto dei biglietti, ma in precedenza pesantemente offesi quando hanno cercato di esprimere, con pacatezza, il loro dissenso su alcune cessioni impopolari, su alcuni acquisti fatti in omaggio al padrone di turno (perché anche il ragioniere ha dei padroni...) che gli impone personaggi che ricoprono il ruolo di consulenti e di mediatori costando al Delfino centinaia di migliaia di euro.
Poi la perla offerta al colto e all'inclita: ''Però non ci dimentichiamo che il calcio è un gioco...''
Cristo santo, ma ci crede alle sue stesse farneticazioni?
Il ragioniere parla di calcio affermando che è solo un gioco quando per lui è la vera fonte di guadagno; quando da ragioniere sa che il calcio muove interessi per milioni di euro; quando dei presidenti con il calcio guadagnano fortune (era una volta che gli stessi utilizzavano disponibilità personali regalando allo sport cittadino parte dei loro patrimoni guadagnati nella città stessa) e attraverso il calcio sviluppano le possibilità mercantili e finanziarie delle loro personali attività.
Solo un gioco?
E' per questo che''gioca'' sui sentimenti e sulla pelle dei tifosi?
Dice che alcune sue parole sono interpretate male.
Ma dimentica, il ragioniere, di dire che le sue parole sono supportate dai fatti e dalle azioni e che gli stessi evidenziano la sua arroganza e il disprezzo che esprime verso chiunque pensa possa ostacolare la sua corsa verso il successo. Non a caso si è liberato di chiunque potesse fargli la benché minima ombra in società, sfruttando furbescamente alcune loro peculiarità caratteriali.
Avesse un minimo di capacità di analisi psicologica, per tanti motivi di buon gusto e di opportunità, capirebbe che per prevenire le sue ''defaillance'' dovrebbe avere intorno, non i soliti zerbini reggitori di microfoni, ma un professionista nella comunicazione abile a tirargli le orecchie ogni volta che pensasse di fare... il ''ragioniere'' e non il presidente avveduto e sagace.