DOBBIAMO TEMERE UNA ZINGARATA?
12/12/2016

''Si fanno tanti nomi in questo periodo. Noi abbiamo le idee chiare, ma certamente se restassimo a otto punti molte cose cambierebbero. Dunque, ai rinforzi, penseremo più avanti'': parole di Sebastiani.
Ho riflettuto molto su queste parole.
Le parole hanno un senso profondo nella nostra vita. Anche quelle che pronunciamo spesso senza pensare, distrattamente, mentre stiamo pensando a qualcos’altro e non abbiamo voglia di ''scegliere'' il termine corretto.
Le parole, e meglio ancora il modo in cui ''escono'' dalla nostra bocca , riescono ad esplicitare il nostro stato d’animo: si capiscono moltissime cose dell’umore di una persona solamente ascoltando come vengono dette le parole.
E questa ''uscita'' del ragioniere mi puzza di zingarata ai danni della tifoseria pescarese.
Mi spiego meglio: dire che se restassimo a otto punti molte cose cambierebbero e in un'altra sede ha fatto capire, ancora più esplicitamente, che non sarebbe stato il caso di spendere dei soldi importanti, vuol dire mettere le mani avanti e crearsi degli alibi per un eventuale mancato, serio, impegno nel mercato di riparazione.
Infatti, ci sono due partite prima della interruzione invernale, Bologna e Palermo.
Orbene, facciamo la previsione peggiore: perdiamo le due partite e restiamo a otto punti.
E tu presidente che fai? Metti le mani avanti e cominci a far capire che non faresti il mercato di rafforzamento ma solo movimenti utili all'Agenzia romana?
Da gennaio in poi ci sono venti partite, l'ultima dell'andata e tutto il girone di ritorno, come dire sessanta punti disponibili.
Se restasse il Pescara con questa formazione, avrebbe ben poche possibilità di salvezza ma se si investono realmente, e con sagacia, i mezzi economici, che pur ci sono, con l'acquisizione delle prestazioni di tre giocatori buoni e sani e pronti per scendere in campo, sapendo di dover lasciare per strada trenta dei sessanta punti alle squadre più forti, ne avresti sempre trenta da aggiungere agli otto esistenti e ti salveresti.
Perché ciò avvenga, però, è necessario avere tre giocatori forti e la ferma determinazione di fare almeno trenta punti.
Temo, invece, che la zingarata sia in atto: non prendiamo elementi importanti, vendiamo un paio di giocatori per ''rimpolpare'' ancora più la cassa, acquistiamo qualche elemento con potenzialità in prospettiva per tacitare la piazza e creare i presupposti per movimenti utili per le plusvalenze, aggiungiamo l'importo del paracadute e avremo una serie B tutta da sfruttare e chi vuole Dio se lo preghi...
Non sono fatti miei perché, da giornalista, sono tenuto a commentare le situazioni e niente altro, ma se fossi nei tifosi, mi mobiliterei per salvaguardare il patrimonio calcistico cittadino che non è proprietà esclusiva di un padrone che si arroga tutti i diritti di gestione, ma una realtà sociale che il presidente ''amministra'', o dovrebbe farlo, per il bene comune e non per i suoi interessi privati.