RAGIONIERE, PARLIAMO DI COSE SERIE...
06/12/2016

Parliamo di cose serie, ragionier Sebastiani. Ci dice come intende utilizzare la possibilità che le viene dal Kazakistan per bocca dei suoi funzionari della Camera di Commercio giunti da Roma e ospitati nel suo ufficio pescarese?
Cos'è il Kazakistan e perché è interessante questo incontro?
Nell’ultimo decennio diverse aziende straniere – tra cui quelle italiane – hanno investito molti soldi nel settore petrolifero kazako, specie nelle strutture del Mar Caspio.
E' stato stimato che il Kazakistan avesse riserve per molti miliardi di barili di petrolio, collocate principalmente nella parte occidentale del paese: è il secondo paese dell’ex Unione Sovietica per riserve petrolifere e per produzione di greggio, dopo la Russia.
Il Kazakistan è anche il primo produttore mondiale di uranio.
Dall’inizio degli anni Novanta, in Kazakistan ha iniziato ad arricchirsi una minoranza di imprenditori favoriti dalle privatizzazioni, fino a quel momento praticamente inesistenti. Ora questi nuovi ricchi hanno scoperto, seguendo le operazioni dei cinesi, soprattutto, che il calcio è una fonte importantissima per investire in Italia e per fare affari su diversi piani.
Quanto è importante il calcio in Kazakistan?
Il campionato kazako di calcio ha come primo livello la Qazаqstan Prem'er Ligasy. Questa è formata da un girone all'italiana di dodici squadre. Tutte le squadre si affrontano due volte, per un totale di ventidue partite. Al termine di questa prima fase le prime sei partecipano alla poule scudetto, mentre le altre sei alla poule retrocessione. Al termine di questa seconda fase, la prima classificata della poule scudetto è proclamata campione, mentre le ultime due della poule retrocessione scendono in Birinşi Lïga, il secondo livello nazionale.
La squadra più titolata del massimo campionato è l'Ertis.
C'è un grosso interesse da parte dei cittadini kazaki per il calcio locale ma anche per quello italiano che, per i nuovi potentati della finanza, rappresenta una fonte di investimenti e di relativi guadagni di buon livello.
Tra le città abbordabili, per loro, hanno scelto Pescara per il suo bacino di utenza e per la passionalità dei suoi tifosi che garantirebbero una buona risposta economica nel merchandising.
Per quanto mi è dato sapere i funzionari kazaki propongono un ventaglio di possibilità molto articolato.
Essi vedono lo sport in generale ed il calcio in particolare come un modo per rafforzare il loro prestigio internazionale, costruire lo sport come un settore economico che migliora il turismo e lo rende un nodo fondamentale nelle infrastrutture sportive del mondo e una leva per creare ulteriori opportunità di business.
L'idea dei dirigenti kasaki sarebbe quella di sviluppare lo sport come un pilastro fondamentale di un'identità nazionale che va dallo scouting al settore di edilizia sportiva, al marketing e allo sfruttamento del marchio, non solo all'interno, ma anche in altre nazioni e l'Italia è considerata una opportunità molto allettante per una serie di investimenti in proprietà immobiliari, sponsorizzazioni sportive e quant'altro possibile.
Ecco perché il ragionier Sebastiani, invece di trastullarsi in operazioni di mercato di cui non capisce molto (viste le ''suole'' che ha rimediato) scansando di fatto i suoi direttori sportivi e con il risultato di far ''incazzare'' Repetto che non ha accettato di avallare le sue cervellotiche scelte, e di pensare a spogliarelli più o meno accettabili, farebbe bene a investire nel mercato di gennaio e acquistare quei due, tre, elementi capaci di garantire la serie A e i futuri guadagni liberandosi dalla ''pelosa'' collaborazione con la Gea che, di fatto, comanda su lui e sul Delfino.
Pur se appesantito da alcune procedure giudiziarie legate alla sua attività di dirigente sportivo, resta il fatto che ha la fortuna, comunque, di poter sfruttare il momento favorevole e lo faccia per il bene suo e per la felicità dei tifosi e non pensi sempre e soltanto al suo guadagno personale.
Cerchi di guardare, ragioniere, oltre il suo naso, e non si faccia prendere da orgastici desideri di guadagni immediati trascurando una programmazione che aveva promesso all'inizio e mai mantenuta.