GRAVINA RICORDA ZUCCHINI A 3 ANNI DALLA MORTE
24/11/2016

A circa tre anni dalla morte, un dovuto breve ah!..marcord alla memoria del compianto Vincenzo Zucchini, che purtroppo non ha potuto partecipare all'evento dei festeggiamenti. Peccato! Sarebbe stato contento di parteciparvi.

Vincenzo Zucchini (nato a San Bartolomeo in Bosco (Fe), il 21 luglio del 1947 - morto a Pescara il 24 novembre del 2013) è stato uno dei migliori mediani che il calcio di serie B abbia espresso, ma all’inizio della sua carriera gli allenatori ne volevano fare un centravanti.
Zucchini centravanti non era, e così da attaccante passò tornante e poi, finito all'Avellino, gli fu trovata la giusta sistemazione, nel ruolo di mediano.
In serie C, Vincenzo Zucchini esplose, contribuendo in misura importante, insieme con Bruno Nobili che l'avrebbe raggiunto al Pescara, alla promozione in serie B dell'Avellino.
A fine campionato i dirigenti furono ben felici di venderlo per 60 milioni al Pescara nel novembre del 1973. Erano convinti di aver fatto un affare, ma il colpaccio l'aveva fatto il sodalizio biancazzurro.
Per la verità l'esordio in biancazzurro di Zucchini fu disastroso: entrato a sostituire capitan Prosperi in un incontro interno con il Frosinone, in una giornata fredda e piovosa, Vincenzo Zucchini s'infortunò quasi subito, tanto che furono in molti a parlare di un clamoroso bidone da parte dell'Avellino.
Ripresosi del tutto dall'infortunio Zucchini, trascinò il Pescara in serie B, giocando 18 partite e mettendo a segno due reti, di cui uno molto importante al Lecce.
Vincenzo Zucchini doveva trovare la sua definitiva consacrazione a idolo della folla pescarese per il gol segnato al Lecce nell'incontro all'Adriatico, che consentì al Pescara di pareggiare (1-1) e di conquistare la promozione.
In serie B disputa due campionati, uno più bello dell'altro, giocando complessivamente 67 partite e realizzando 9 reti.
Sposato e con un figlio, Vincenzo Zucchini ha avuto ancora davanti a sé diverse stagioni da dedicare al calcio. La sua più grande soddisfazione è stata, dopo aver portato il Pescara in serie B, di farlo arrivare fino in serie A.
Questo sogno si è avverato, per lui e per tutti i tifosi biancazzurri, qualche anno dopo e precisamente il 3 luglio del 1977 a Bologna con lo spareggio contro l'Atalanta. La promozione del Pescara nella massima serie nel 1977, che allora era a 16 squadre con sole tre promozioni dalla B, fu un evento talmente sorprendente da scatenare anche commenti retorici sul tipo “è nata una stella”.
Il merito di questa promozione fu anche di Zucchini e del suo gemello Nobili.
E pensare che, nel primo campionato di serie B del dopoguerra nel 1974, ci vollero 274 minuti, più di tre partite di campionato, per vedere il primo gol biancazzurro. Lo firmò capitan ZUCCHINI, al 4’ del primo tempo, contro l’Ascoli. Dopo il pareggio di Zandoli, ci fu un calcio di rigore che Nobili realizzò, per la prima vittoria.
Non si parla di una partita qualsiasi né di uomini tra i tanti. L’affermazione sull’Ascoli fu la prima di una serie infinita e la coppia Vincenzo Zucchini e Bruno Nobili, di lì a poco, entrò nella mitologia della tifoseria biancazzurra.
Il premio più bello per Vincenzo Zucchini venne con la convocazione per la nazionale di serie B: fu l'unico fuori quota a giocare a Pescara contro la Scozia in un freddo pomeriggio d'inverno.
Il 25 settembre 1977, nella terza giornata del campionato di serie A, colpo d'orgoglio dei biancazzurri, contro il Bologna. Rete di La Rosa all'8', pareggio di De Ponti al 23', gol partita realizzato da capitan ZUCCHINI al 42' di testa su un bel cross di Repetto.
PRIMA PARTITA VINTA IN SERIE A DAL PESCARA.
In possesso di doti fisiche eccezionali è imbattibile nel gioco aereo ed è all'occorrenza un prezioso difensore quando, nelle fasi più concitate dell'incontro, c'è da dare una mano ai compagni del reparto arretrato.
Nonostante la sua notevole prestanza fisica è sempre molto corretto e rifugge dalle entrate cattive, tanto da essersi meritato in squadra i gradi di capitano.
Il calcio, inteso come agonismo e slancio, ce l'ha nel sangue e, da atleta esemplare, persino quando è fuori servizio, non può fare a meno di tenersi in esercizio.
In carriera ha fatto 54 presenze e 6 reti in serie A e 172 presenze e 22 reti in serie B. Dopo una breve carriera da allenatore, nella quale ha guidato anche il Pescara in serie A nella stagione 1992-1993, ha ricoperto, dal 2009 al 2013, la carica di team manager, raggiungendo la serie A con la compagine biancazzurra allenata da Zdenek Zeman. Una terribile malattia, purtroppo, lo ha battuto e lui non è riuscito, questa volta, a ribaltare la partita e il giorno 24 novembre 2013 è volato sui campi verdi del Paradiso, dove i tifosi del Delfino, nelle notti serene, possono vedere una stella, con riflessi biancazzurri, a centrocampo col numero 4.
R.I.P. indimenticabile CAPITANO...