ATTENTO AI CAMBIAMENTI...
22/11/2016

Per motivi professionali sono sempre attento ai cambiamenti. Specie quelli espressi dai giornalisti e dagli opinionisti.
Cambiamento: parola d'ordine per chi è spaventato dalle posizioni assunte che sono risultate errate. Cambiare vuol dire mutare, non restare fermi, seguire altri indirizzi... E allora cambiare vuol dire saper cogliere le opportunità, quegli indizi che il campionato, con i suoi numeri asettici ma esplicativi, ti prepara davanti.
A volte le opportunità vanno create, ''ognuno è artefice del proprio destino'', e quando si sono resi conto che andavano verso una figura di m...a, il cambiamento è arrivato e sono stati pronti a goderselo sperando che gli altri, i lettori e gli ascoltatori, abbiano la memoria talmente corta da non ricordarsi le idiozie e i servilismi posti in essere in tante servizi dinanzi ad un padrone che, oltretutto, li ha spesso svillaneggiati.
Ora sono felici, o fanno finta di esserlo, e stanno tranquilli almeno fino a quando non sentiranno di nuovo l'esigenza di cambiare direzione, e saranno di nuovo alla ricerca di una qualche opportunità da cogliere al volo. Pronti anche a tradire e a vendicarsi el padrone che li ha sottomessi.
“Ogni giorno, quello che scegli, quello che pensi e quello che fai, è ciò che diventi.”
Grande verità che dovrebbero ricordare i voltagabbana di casa nostra.
Per tante settimane hanno scelto di sostenere, senza ragionarci sopra, le idee proposte, a volte imposte, dal padrone.
Hanno pensato di avere vita facile con la pacca sulla spalla del padrone e hanno fatto genuflessioni e inchini a vari gradi per assecondare la sua mania di onnipotenza che l'ha portato a raccontarsi ogni sera, per esserne sempre più convinto: Sono il più bravo; ho fatto un mercato da otto; ho preso per i fondelli migliaia di tifosi facendo credere loro di aver investito tutto ciò che ho incassato; ho proposto voci di bilancio come fossero quelle di un coro atto a cantare l'inno alla mia grandeur; sono sceso dai colli e ho conquistato la marina; sono il presidente più grande di tutta la storia biancazzurra dal 1936 a oggi; chi è meglio di me è truccato... e via di questo passo gonfiandosi come un tacchino.
Dicevo che sto molto attento ai cambiamenti e ho potuto notare come ora sono tutti pronti a dire che la rosa è incompleta, che a gennaio servono almeno tre rinforzi e fino all'altro ieri erano i coristi che inneggiavano a ''Tutto va ben, madama la marchesa'' o più precisamente, ''Va tutto ben, signor padrone...''
Non c'è limite alla faccia tosta.
Con estrema disinvoltura si atteggiano a tecnici che avevano capito tutto e anticipato ogni cosa, chi aveva creduto a un loro atteggiamento di supina acquiescenza con il padrone, non aveva capito la loro intelligenza tattica che li aveva portati ad assecondare le fantasie del padrone per meglio entrare nelle sue simpatie e per avere anticipazioni di mercato e utili presenze in studio per poi utilizzarli a loro profitto.
Quindi, non ''sciocchi servitorelli'', ma ''furbi mestieranti'' del giornalismo sportivo.
Perbacco, nonostante la mia lunga militanza giornalistica, non ho capito, prima, questa loro lungimiranza e questa loro efficace strategia di lavoro.
Proprio vero, non si finisce mai di imparare.
Però, poi, analizzando meglio questi loro cambiamenti ho capito che avevo di fronte solo dei voltagabbana capaci di cambiare spesso, e con leggerezza, opinione o atteggiamento, per ottenere vantaggi personali.
Ognuno è padrone di scegliersi la strada da percorrere e i traguardi da raggiungere e non sta certo a me stabilire se hanno torto o ragione.
Però mi sia consentito dire che non amo il camaleontismo.
Troppi giornalisti e opinionisti si comportano in tantissime circostanze come il camaleonte che è un animale che sa adattarsi a qualsiasi ambiente e che cambia pelle e colore a secondo delle circostanze, si mimetizza per non farsi riconoscere, resta immobile fino a quando le preda non è arrivata a tiro di lingua, questo è il suo modo classico per ingannare le prede.
Ma chi comanda veramente ed ha il potere non si vuole sporcare le mani con questi sottocoda, ordina e i servitorelli eseguono alla lettera per poter mantenere quel potere apparente che gli è stato dato.
Chi va contro corrente è additato come un diverso, un rompiscatole, un nemico e viene emarginato... perlo meno così credono.
In questa società dell'avere, dove i valori sono spesso solo virtuali e sbandierati per ingannare il prossimo, i camaleonti hanno buon gioco e sanno sfruttare a loro favore la situazione.
L'attrazione e il potere di questo modo di proporre giornalismo sono molto forti e l'unica difesa che possiamo mettere in campo per difendere la realtà calcistica e sportiva è quella di non aver paura di essere additati dei diversi e soprattutto di non lasciarci coinvolgere in questa spirale perversa e menzognera che può darci dei benefici immediati, ma che nel tempo può trasformarsi in un boomerang.