A SAN GABRIELE PER SALVARE IL DELFINO...
14/11/2016

Il presidente del Delfino 1936, il ragionier Daniele Sebastiani, si è recato in bicicletta (suo primo amore e vera passione sportiva) a San Gabriele per chiedere la grazia del Santo per ottenere risultati e salvare il Delfino dalla retrocessione possibile, stando ai risultati attuali.
Vorrei ricordare, umilmente, non essendo un teologo ma solo un giornalista sportivo, che la grazia è ''il mezzo divino per aiutarci o rafforzarci, concesso per l’immensa misericordia e amore di Gesù Cristo''. È un potere che accresce le nostre capacità. ''Chi semina nelle lacrime, mieterà con giubilo''.
Il Salmo responsoriale ci ricorda, e vale anche per il ragionier Sebastiani, che per riuscire nella vita, bisogna perseverare nella fatica. Chi pratica lo sport questo lo sa bene: è solo a prezzo di faticosi allenamenti che si ottengono risultati rilevanti.
Per questo lo sportivo è d'accordo col Salmista quando afferma che la fatica spesa nella semina trova ricompensa nella gioia della mietitura.
Questa è la logica dello sport ed è anche la logica della vita: senza sacrifici non si ottengono risultati importanti, e nemmeno autentiche soddisfazioni.
Come dire che se Sebastiani non fa il sacrificio di investire seriamente parte delle entrate (piuttosto considerevoli viste le cifre ufficiali) per acquistare tre giocatori importanti, nemmeno San Gabriele, con tutto il suo potere, potrà fargli la grazia richiesta.
E poi, sappiamo benissimo che ci sono credenti in tutte le squadre di calcio e ognuno di essi chiede la grazia per la propria squadra, allora che dobbiamo pensare che i Santi si mettono in competizione tra loro per riuscire a superare il ''Collega in santità'' e aiutare la propria squadra?
Nella vita d’ogni credente, e tra i calciatori ce ne sono tanti e alcuni si professano come ''Calciatori di Dio'', la preghiera deve essere qualità speciale della propria vita.
Deve diventare una funzione naturale di questa vita esattamente come il respirare e il parlare, cioè funzione insita nella vita umana. Tramite questa, l’uomo riesce a toccare e assorbire Dio.
Andiamo al Signore spesso con presunzione, con la fiducia in noi stessi, e falliamo, perché siamo stati arroganti, come se meritassimo qualcosa e consideriamo il Santo a nostra disposizione solo perché ci siamo andati in bicicletta e non con il Suv...
Suvvia, ragionier Sebastiani, sia serio e pensi a rafforzare la squadra e a non investire troppo in canali diversi dal biancazzurro...!