A GENNAIO CAPIREMO...
10/11/2016

Una riflessione è doverosa dopo che il ragionier Sebastiani ha affermato: “Certa gente si deve mettere d’accordo con se stessa, decidere se sono un passionale o un affarista, poi ne riparliamo” – si legge nelle pagine del Corriere dello Sport – “Qui qualcuno apre la bocca senza sapere quello che dice. Come si fa a mettere in dubbio la mia volontà di salvezza, con quella stupidaggine del “paracadute” in caso di retrocessione? Quando mi definiscono un affarista non mi offendo, anzi lo ritengo un complimento perché guardare al bilancio della propria società è da persone mature. Ma proprio perché ho questa visione lungimirante mi voglio salvare a tutti i costi, mi sembra che qualsiasi persona dotata di un minimo di razionalità possa comprendere quali siano i benefici economici di un altro anno in serie. Io penso al futuro della squadra della mia città, anche se sono stufo di sentire certi discorsi. A fine agosto tutti si complimentavano per il nostro mercato, avendo mantenuto l’intelaiatura della squadra dello scorso anno. Adesso, invece, non siamo adeguati”.
Non è vero che tutti si complimentavano per il valore del mercato fatto. Solo i suoi ''amici'' lo hanno fatto seguendo le sue direttive, ma ora stanno già rivedendo le loro posizioni e stanno mettendo in evidenza come il mercato fatto non abbia aiutato il tecnico Oddo che, per puro spirito aziendalistico, aveva avvallato le operazioni e hanno cominciato ad esprimersi in termini di preoccupazione circa la permanenza in A.
E' certo che il ragioniere ha grande spirito di ''razionalità'' e che vuole salvarsi...
Anche nell'altra edizione della serie A, finita in modo catastrofico, voleva salvarsi ma lo fece in un modo aberrante e guardando solo i suoi interessi e non quelli del Delfino, sostenuto dai suoi ''amici'' romani che lo hanno portato anche a essere di interesse particolare per la Magistratura e non solo sportiva.
Dopo aver analizzato bene, con spirito libero, le operazioni dell'ultima stagione di A e i tentativi di ''rafforzamento'' di gennaio, falliti miserevolmente, si può dire che anche quest'anno, a gennaio, capiremo se il ragioniere vuole salvarsi veramente o far finta di farlo guardando solo alle operazioni finanziarie pro domo sua.
Infatti, per gennaio sono possibili queste posizioni ''presidenziali'': Primo, investire seriamente acquistando tre veri giocatori pronti da utilizzare e senza cedere alcun giocatore e salvarsi veramente.
Secondo, far finta di investire ma, come in quella sciagurata edizione 2012-13, fare dei movimenti con l'aiuto degli ''amici'' e portare a Pescara qualche giocatore giusto per zittire la tifoseria ma con ridotte possibilità di salvezza.
Terzo, vendere dei giocatori (tenendoli fino a fine torneo), prendere qualche prestito indolore e finire il campionato senza altra illusione di sorta, confermandosi abile operatore di mercato, con poca spesa e con i mezzi economici per ripartire dalla B senza sacrifici ulteriori ma con la certezza di aver fatto affari.
Quindi a gennaio si capiranno le vere intenzioni del ragionier Sebastiani che si definisce un abile operatore ma che è scivolato su diverse bucce di banana (si fa per dire) quali l'operazione City con ''Iniziative Immobiliari Abruzzesi'', di cui Daniele Sebastiani ha il 12%.
Altra operazione chiacchierata la scalata fallita alla Bcc di Cappelle sul Tavo, il gioiellino delle banche di credito cooperativo abruzzesi, e i problemi ancora aperti con la Carichieti.
Altra operazione, questa molto più articolata di quanto si pensi, che ha portato il procuratore aggiunto di Napoli, Vincenzo Piscitelli, ad accertare l'esistenza di un «radicato sistema finalizzato ad evadere le imposte», posto in essere da dirigenti nazionali tra cui il nostro ragionier Sebastiani.
Inoltre, a corollario di questo suo teorema, con il quale vorrebbe dimostrare la sua sportività, il suo amore per il Delfino, e le sue capacità imprenditoriali, resta da capire come e perché l'ex A.D. Danilo Iannascoli lo ha denunciato, come e perché abbia in società personaggi particolari come Mesa e perché dopo aver letteralmente fatto fuori tutti coloro che potevano arrecargli ombra da De Cecco a Caldora, da Repetto allo stesso Iannascoli, non trova un operatore di spesso pescarese che voglia condividere la sua bravura. Facile intuire che il cane, quando ha l'osso ricco in bocca, non lo molla.