AMO COSÌ TANTO IL CALCIO...
08/11/2016

Amo così tanto il calcio come espressione di vita, da averlo studiato per anni e da avere ancora il desiderio di continuare ad esaminarlo, analizzarlo, conoscerlo nei suoi aspetti più diversi. Il calcio è non solo sport ma una rappresentazione teatrale della vita stessa. Basta guardare gli uomini sugli spalti nelle loro espressioni celestiali e demoniache per rendersene ben conto. Basta osservare i comportamenti dei dirigenti ossessionati dall'idea di apparire e di possedere e conquistare ricchezze e onori. Basta osservare il comportamento degli atleti, arricchiti in modo abnorme e in giovane età tanto da non capire il resto della società in cui vivono ubriachi di successo e di stima esaltata ed esaltante dei tifosi.
Segui il calcio nelle sue varie dimensioni e ti rendi conto di avere dinanzi lo spaccato di tutta una società con le sue miserie e con le sue poetiche esagerazioni.
Amo talmente il calcio da aver voluto da cinquant'anni, ormai, che divenisse oggetto e soggetto della mia vita professionale e, per poterlo fare in modo avvincente e gratificante per la mia stessa vita, dedico ancora a questa espressione di vita che non è soltanto sport ma modo di essere e di divenire, tutte le mie forze fisiche e culturali.
Accorgendomi che la mia passione è la stessa di migliaia di persone che, però, non fanno lo sforzo di capire il calcio e di studiarlo nella sua essenza e nelle sue dinamiche, ma lo vive solo come espressione folkloristica, alcuni, e come rivalsa sulle proprie manchevolezze, altri, e come trasferimento delle proprie irrisolte ambizioni sui risultati altrui, mi sto allontanando dal confronto con quelli che hanno la mia stessa passione, ma non il mio stesso impegno di analisi, e mi rinchiudo in un isolamento fatti di visioni calcistiche senza il contorno dello spettacolo creato e offerto dagli spalti.
Del resto il calcio offre due spettacoli, quello tecnico sul campo e quello di colore dagli spalti. Tutto insieme è un'esaltante parodia della vita ma ti distrae dal godimento dei puri gesti tecnici e atletici e allora, gioco forza, ho ritenuto di essere solo a seguire le vicende del gioco e, nella solitudine costruttiva, di essere tutto mio. E' un calcio diverso, senza le manifestazioni del tifo, ma è il calcio nella sua intensità e nella sua ricchezza di temi tecnici.
Poi, siccome il possesso di certe conoscenze non dà la felicità se non le condividi con altri, cerco di dialogare e di trasfigurare quelle mie impressioni con altri sperando capiscano e aiutino a crescere nella disamina delle varie sfaccettature della gara. E mi devo sempre più rendere conto, con amarezza, che ai molti non interessa il calcio ma ciò che da esso possono avere: rivincita sulle delusioni professionali e umane, esaltazione per l'appartenenza a un gruppo solidale, sensazione di grandezza per la vittoria da altri conquistata sul campo ma che essi fanno propria e così via... tutta una serie di arricchimenti che nulla hanno a che vedere con la conoscenza del gioco del calcio ma si riempiono l'animo di verità costruite e inventate per la propria illusoria sete di un successo che vogliono sentire come personale ma che è solo di chi dal calcio trova arricchimento e affermazione sociale.