PUNTUALI ARRIVANO PER DIRE CHE È IL CASTIGO DI DIO
05/11/2016

Puntuali, a ogni calamità emergono quelli che approfittando del momento in cui le persone sono stordite dal dolore e affogate nella disperazione, scagliano le loro inappellabili sentenze, e il verdetto è sempre quello: è il castigo di Dio!
Coloro che si esprimono in questo modo mostrano di non conoscere minimamente Dio che è Amore e nell’amore non c’è alcuna parvenza di castigo.
Nel ritratto di Dio che l’apostolo Paolo fa nella Lettera ai Corinti si legge che “l’amore non si adira, non tiene conto del male ricevuto”, che “tutto scusa” e la buona notizia di Gesù non contiene alcuna minaccia di castighi divini.
Il Padre non castiga, perdona, lui è un Dio che nel suo amore arriva a essere “benevolo verso gli ingrati e i malvagi”.
In nessun brano del vangelo si annunziano castighi per i peccatori, ma si afferma che “Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Quindi, è una bestemmia pensare che Dio, che ha inviato il suo unico Figlio per salvare il mondo, poi lo voglia distruggere a forza di cataclismi.
Gesù esclude tassativamente qualunque relazione tra le disgrazie che colpiscono gli uomini e il castigo divino.
A quanti vedono una relazione tra peccato e castigo, Gesù annuncia che l’azione di Dio con i peccatori non è punitiva, ma vivificante, e in polemica con Giovanni Battista che aveva annunciato sicuro che “ogni albero che non porta buon frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco” Gesù risponde che lui presta tutte le cure all’albero sterile, e zappa attorno per far prendere ossigeno alle radici, lo concima.
Dio crea, non distrugge.
Nel mondo primitivo ogni cataclisma era considerato sicuramente un castigo da parte della divinità offesa, ma già nel Libro della Genesi viene smentita l’idea del castigo divino. Con la narrazione del diluvio, infatti, l’autore vuole correggere la credenza che metteva in relazione fenomeni atmosferici con l’ira divina, e il Signore stesso assicura che “Non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque del diluvio, né più il diluvio devasterà la terra”.
Pertanto non c’è da temere alcun castigo da parte di Dio, ma collaborare con la sua azione creatrice per rendere il creato sempre più espressione del suo amore, ponendo il bene dell’uomo come unico valore supremo.
Riflettere su ciò che accade sulla terra significa mettere in evidenza non la volontà, che non esiste, distruttrice di Dio ma la colpevole assenza dell'uomo che, ingordo e avido, non operasecondo giustizia e secondo le giuste e necessarie competenze.
Se basta una scrollata, ancorché forte, a far crollare interi paesi, perché non ci si chiede come sono state costruite le abitazioni di quelle zone e quanti si sono arricchiti proprio speculando sull'uso delle materie prime inidonee?
Isaia ci ricorda: ''Poiché, ecco, io creo nuovi cieli e una nuova terra; non ci si ricorderà più delle cose di prima; esse non torneranno più in memoria. Gioite, sì, esultate in eterno per quanto io sto per creare; poiché, ecco, io creo Gerusalemme per il gaudio, e il suo popolo per la gioia.''
I nuovi cieli e la nuova terra, dunque, non sono semplicemente altri cieli e un’altra terra dopo che noi avremo distrutto questi cieli e questa terra. Non sono altri cieli e un’altra terra in cui noi possiamo continuare a vivere come prima. I nuovi cieli e la nuova terra non sono altri cieli e un’altra terra in cui noi possiamo rimanere gli stessi. I nuovi cieli e la nuova terra, di cui parla Isaia, sono gli stessi cieli e la stessa terra in cui noi finalmente avremo imparato a essere diversi e a vivere diversamente. In cui avremo finalmente imparato a vivere, a costruire, a gioire insieme e non da soli.
Alcuni si fanno forti, per negare la presenza ''costruttrice di Dio'' facendo proprie le parole di Hawking, che afferma, tra le altre cose ''Grazie alla legge di gravità, l'universo può crearsi e si crea dal nulla'', e leggendo le sue dichiarazioni ''scientifiche'' mi tornano in mente le parole di Gesù che disse: Gesù disse: ''Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.''