A CHI GIOVA NASCONDERE LE VERITÀ?
16/10/2016

Che cos'è la verità? Non credo ci sia risposta migliore del silenzio con cui Gesù non rispose a Pilato — cogliendo il senso presuntuoso, polemico, pieno di sé, della domanda postagli dal procuratore. Ma la verità sportiva, se lo sport sa ancora esprimere verità, sta a ciascuno scoprirla in se stesso, nei suoi valori, nelle sue conoscenze, nelle sue competenze, e non camuffarla per i suoi comodi, per i suoi interessi, o per le sue vanità.
Comunque, senza fare il sofista, si deve riconoscere che delle verità, comunque, il calcio e soprattutto il campionato, le propongono.
E allora, se queste verità ci sono, chi ha interesse a nasconderle? A chi giova?
Dopo otto giornate le verità calcistiche potrebbero essere: quattro pareggi, tre sconfitte di cui due interne, undici gol subiti, una vittoria a tavolino sul Sassuolo per tre a zero e quindi non abbiamo calcolato i due gol subiti sul campo.
Inoltre una concreta situazione di disagio nella difesa dove, per fortuna giganteggia Campagnaro, ma si sono avuti sbandamenti considerevoli che richiamano in causa il mercato estivo.
Cinque i gol realizzati (non conteggiamo Sassuolo) e sono ben poca cosa anche se il futuro sembra più positivo sulla base della prestazione contro la Samp di Bahebeck che potrebbe risolvere la mancanza di vera efficacia del reparto.
Tra le verità potremmo anche considerare che Bizzarri, che pure ha salvato diverse volte il risultato, si è fatto ''pizzicare'' in almeno tre occasioni in bizzarre situazioni di difficoltà che un portiere del suo calibro non dovrebbe avere (ma anche Buffon sta facendo delle papere...) ma a conti fatti il saldo è a suo favore.
Tra le verità ci sarebbe da far notare il calo della formazione evidenziato in più di una partita nei secondi tempi: forse non sa ancora distribuire il consumo delle energie operando nel primo tempo un gioco molto articolato e dispendioso e il mister Oddo dovrebbe porre riparo.
Tra queste verità porrei anche l'atteggiamento del mister Oddo che, sostenuto giustamente dai tifosi, e da una stampa molto compiacente, è passato da un atteggiamento di ''Pensavo la serie A più difficile...'' ad un giudicare gli avversari tutti alla portata del suo gioco e quindi con la capacità di fare risultato, alla vigilia, sia con il Sassuolo (per fortuna ci è stato di grande aiuto la stessa società avversaria con un errore di comunicazione da far rabbrividire), sia con la Lazio, anche se a livello di pareggio (mi confortano le dichiarazioni in archivio della vigilia), sia con il Torino che non abbiamo battuto per giocando loro in inferiorità numerica, sia con il Chievo e sia con la Samp.
Da un Oddo che guardava alla pari tutti gli altri, piano piano, e sono bastate solo otto gare, siamo arrivati ad un Oddo che appare molto più moderato e meno sereno di quanto fosse all'inizio.
Tra le verità non trascurerei le mancate prestazioni a livelli soddisfacenti di Aquilani, Pepe, Coda e la difficoltà di tutto il centrocampo a fare filtro ancorché sia piacevole nel farsi apprezzare per i fraseggi (tiki taka spagnolo) che non procurano però efficaci sbocchi per gli attaccanti.
Tra le verità metterei in risalto anche l'atteggiamento troppo benevolo della critica ufficiale che, chiamata a commentare, come da etica professionale, la realtà dei fatti sportivi, gareggiano con i tifosi (che per loro stessa natura devono comportarsi in questo modo) a sottovalutare le risultanze che pure ci sono (chiamiamole anche verità) delle prestazioni che dovrebbero chiamare tutti a una maggiore riflessione e valutazione delle potenzialità del campionato.
Tra una pacca e l'altra, tra un ammiccamento e un affettuoso commento, la classifica si fa sempre meno piacevole...
Anche se sette punti sono tanti (ma tre sono stati regalati dalla segreteria del Sassuolo) e sarebbe opportuno che certe verità, piuttosto che nasconderle, fossero analizzate, studiate e capite. Perché dalla euforia della gara con il Napoli (2-2) quanto tutti volevano ''asfaltare tutto'' e temevo che la esaltazione avrebbe preso il sopravvento sull'entusiasmo, stiamo passando alla consapevolezza che anche un Torino o un Genova in inferiorità numerica ci hanno bloccato la vittoria e non è pensabile che Udine o l'Atalanta, il Cagliari, il Palermo, il Bologna, o anche il Crotone siano più generosi.
Gli avversari vanno rispettati, battuti, ma non asfaltati.
L'umiltà insegni il rispetto e la necessità del lavoro... la presunzione è sempre una cattiva consigliera.