PRIMA INCASSARE, POI INVESTIRE
05/09/2016

I nuovi tutti a zero euro: Bizzarri, Gyomber, Muric, Pepe, Aquilani, Cristante, Manaj, Bahebeck. Il Delfino ha incassato 9 milioni dal Milan per Lapadula e ne prenderà 5 per Caprari all'Inter. Capitolo riscatti: un milione per Fiorillo, 300mila per Crescenzi, 2 milioni per Biraghi, 4 milioni per Verre, uno per Benali.
In totale abbiamo: Spese per 8,4. Entrate per 14. Saldo: +5,6.
Allora i tifosi si sono subito chiesti perché non prendere il difensore centrale mancino che poteva aggiungere sicurezza alla squadra, e non prendere il buon attaccante capace di finalizzare il volume di gioco che il nostro centrocampo è in grado di produrre?
Perché il presidente Sebastiani ha una filosofia diversa dalla vostra, cari tifosi.
Per il presidente vale la regola: prima incassare e poi investire... se proprio non ne posso fare a meno.
Forte dell'appoggio indiretto di Oddo, che gli ha detto di poter comunque lavorare con questa rosa e, dopo aver detto ai quattro venti che ''Ho operato in sintonia con il mister Oddo'', si sente sicuro di poter concludere, con un altro grosso guadagno, questa stagione perché, pur essendoci le future spese di gestione, ci sono altre entrate pesanti che andranno ad arricchire il tesoretto che Sebastiani potrà gestire.
Il cretinetto di turno dice, per difendere il comportamento del ''suo'' Seba, ma ''se siete così bravi perché non vi prendete voi la società?''
C'è proprio bisogno di dire che Sebastiani ha sempre fatto fuori chi poteva veramente prendere in mano le redini societarie e si è attorniato di soci da percentuali minime proprio per fare gli affari suoi?
Il solito cretinetto di turno, sempre lui, soffrendo i miei servizi giornalistici, dice che critico il presidente Seba perché ce l'avrei con lui.
C'è proprio bisogno di dire che non ci sono stati, non ci sono, né mai ci saranno motivi per avercela con lui personalmente?
Comunque, pazientemente, gli ribadisco che non ho motivi di alcun genere se non il diritto dovere di analizzare i fatti sportivi e societari, commentarli e renderli pubblici perché questo è richiesto dal mio lavoro svolto in assoluta libertà e rispetto della deontologia professionale.
Il problema, purtroppo, è all’origine: Il Delfino 1936 è ufficialmente nelle mani di Seba che ha dei mentori, alcuni palesi e altri meno, che gli fanno da sostegno per gestire, non solo le operazioni della società sportiva ma anche di quelle che a questa sono, in un modo o nell'altro, collegate. Ed ecco spiegata la presenza di alcuni personaggi che, a ''rigor di bazzica'' non dovrebbero essere a lui finanziariamente vicini, né vicini al Delfino.
E, per dirla tutta, anche se alcune cose non possono essere propalate al gran pubblico, riflettendo un pochino capirebbe, il solito cretinetto di turno, anche lui, nonostante i limiti cerebrali, il perché di certe operazioni che hanno gonfiato la rosa in certi settori e non sono riuscite a sistemare al meglio altri ruoli.
E' probabile che, sulla spinta emozionale, e anche su quella di Oddo che ha ben capito come gli servano due altri elementi, si arrivi ad un ulteriore acquisto, a breve, stando bene attenti, però, a non intaccare la quota attiva dalla quale dovrà attingere il presidente per ampliare quelle sue risorse che sono state bruciate in altri settori in cui era impegnato anche fortemente.
Per il presidente è giusta la regola: Prima incassare, poi investire, se proprio non posso farne a meno... Mentre per il tifoso diventa giusta la regola: ''Questa è la squadra, abbonati, paga il biglietto, acquista le maglie sponsorizzate, incrementa il tesoretto e lascia perdere i problemi economici societari.
Come dire: I presidenti continuano a sfruttare la passione dei tifosi, del resto questa è la loro filosofia per la quale sono entrati in lizza.