EQUILIBRIO
25/08/2016

Nel costruire una squadra di calcio, o che dir si voglia, una rosa, una regola vale sempre: serve equilibrio.
Dai portieri agli attaccanti, passando per centrocampo e difesa, bisogna essere bravi a bilanciare le tre zone di gioco (difesa, centrocampo, attacco) per non ritrovarsi con una squadra monca e in difficoltà in certe fasi di gioco.
Orbene, il Pescara di quest'anno, almeno fino ad oggi, momento in cui scrivo, mi pare forte a centrocampo, da sistemare in attacco, da inserire necessariamente un centrale in difesa.
Il Pescara di Oddo gioca con il 4-3-2-1.
E' il miglior modulo per il Pescara?
Ora, la prima domanda che sorge spontanea quando si affrontano domande di questo tipo è se sia corretto proporre un modulo a prescindere da tutto e tutti piuttosto che analizzare in dettaglio gli atleti a nostra disposizione e le loro capacità.
Una squadra, infatti, non sarà mai uguale a se stessa durante la stagione poiché interverranno molteplici fattori che ne condizioneranno la prestazione e di conseguenza l’attuazione del modulo prescelto.
Può capitare, ad esempio, di avere la punta che attraversa un periodo non prolifico: in tal caso il fatto di avere alle sue spalle molti giocatori che possano inserirsi sfruttando un suo movimento è sicuramente un valore aggiunto, così può essere importante avere dei trequartisti (mancando una vera punta) capaci di fare movimento, senza dare punti di riferimento, e di mettersi in condizione di tirare a rete.
Chiaro è che, se a centrocampo abbiamo giocatori disposti con il 3-2, con facilità possiamo avere un centrocampo a cinque dove, avendo giocatori di varia costituzione, fisica e tecnica, possiamo realizzare quell'armonia di gioco impensabile con un centrocampo a tre e con tre punte... infatti, sarà più semplice creare densità e occupare meglio gli spazi anche quando gli uomini d’attacco non hanno più la forza di recuperare e tenere la squadra corta.
Ma nel Pescara di oggi noto la ''certezza'' della presenza di due centrali abili, idonei, esperti e, soprattutto, fisicamente integri.
I difensori centrali sono importantissimi e vitali nella economia del gioco perché dovranno ''accorciare'' la squadra, riducendo lo spazio tra loro e gli attaccanti per rendere maggiormente efficace la riconquista della palla in caso di contropiede.
La partecipazione dei difensori esterni alla manovra offensiva determina la possibilità (come in altri assetti di gioco) di una maggiore pericolosità, sia che l'avanzamento avvenga sul lato forte, sia che si sviluppi sul lato debole del campo, e con questi due ruoli mi pare di poter dire che sia più che ''coperti''.
Mi fido molto della bravura di Massimo Oddo che ha dimostrato, prima, e confermato, poi, di essere molto bravo e di saper leggere le partite.
In generale più l'allenatore è duttile e non impone un proprio ''credo calcistico'' e meglio è. A mio parere, infatti, l'allenatore deve motivare e ottimizzare le risorse della rosa, ed è per questo che lo considero determinante più in negativo che in positivo. Ovvero, un bravo allenatore fa giocare al meglio la rosa che allena, ma in definitiva sono i calciatori ad essere veramente decisivi. Un allenatore scarso può peggiorare molto la resa della rosa, se non riesce a coinvolgere tutti e a motivare, se crea tensioni, se sbaglia l'approccio alle partite, se non individua la giusta tattica.
Non è il caso di Oddo che sa come far giocare i suoi.
Ma è necessario che la rosa sia equilibrata. E torno, concludendo, alla prima frase di questo servizio: serve equilibrio.
Per avere equilibrio, nel Pescara di oggi, ci vogliono un difensore centrale e un attaccante vero di ruolo.