QUANTI AMICI PER SEBASTIANI
18/06/2016

Nella Bibbia è scritto che chi trova un amico, trova un tesoro. Daniele Sebastiani di amici ne ha trovati diversi, da Campitelli, che gli ha regalato Lapadula; Moggi, che gli ha aperto strade e collaborazioni particolari; Mesa, che gli ha aperto il mercato sudamericano; qualcuno, di cui è sconsigliabile fare il nome, che gli ha aperto strade finanziarie; qualcun altro, per la verità, gli ha fatto perdere un po’ di tranquillità, ma ha potuto, almeno fino ad ora, mettere una pezza a colore; l’ex presidente della Fondazione Pescara che gli ha consentito una operazione molto utile di cinque milioni.
A proposito, leggendo lo statuto della Fondazione si evince: La Fondazione indirizza la propria attività nei 'settori ammessi' di cui all'art. 1, comma 1, lett. c-bis del D.Lgs. n. 153/99, ed opera in via prevalente nei 'settori rilevanti' richiamati nei successivi punti 2 e 3, di cui all'art. 1, comma 1, lett. d) del citato Decreto.
La Fondazione persegue scopi di utilità sociale in via principale nei seguenti 'settori rilevanti':
- ricerca scientifica e tecnologica;
- educazione, istruzione e formazione;
- arte, attività e beni culturali;
- salute pubblica.
Era necessario, allora, per me, capire qualcosa di più sui settori ammessi. Il C-bis detta:
Settori ammessi:
1) famiglia e valori connessi; crescita e formazione giovanile; educazione, istruzione e formazione, incluso l'acquisto di prodotti editoriali per la scuola;
volontariato, filantropia e beneficenza; religione e sviluppo spirituale; assistenza agli anziani; diritti civili;
2) prevenzione della criminalità e sicurezza pubblica; sicurezza alimentare e agricoltura di qualità;
sviluppo locale ed edilizia popolare locale; protezione dei consumatori; protezione civile; salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa; attività sportiva; prevenzione e recupero delle tossicodipendenze; patologia e disturbi psichici e mentali;
3) ricerca scientifica e tecnologica; protezione e qualità ambientale;
4) arte, attività e beni culturali.
Su questa base, sostenuto dagli Amici, Il Pescara ha emesso un pacchetto di obbligazioni, legato al progetto scouting, interamente sottoscritto dalla Fondazione Pescarabruzzo (presieduta da Nicola Mattoscio). Un prestito obbligazionario di 5 milioni rimborsabile in quattro annualità. La prima rata è stata già liquidata insieme alla cedola degli interessi. Si tratta di un investimento che punta a monitorare i giovani, sia in Italia sia all’estero.
Un prestito molto importante, visto il momento che stava passando Sebastiani, accerchiato da varie situazioni piuttosto pesanti dal punto di vista economico – finanziario (ricapitalizzazione per il Delfino 1936, dimissioni di Iannascoli, obblighi erariali, qualche investimento azzardato…) arrivato come manna dal cielo: un prestito obbligazionario di 5 milioni di euro da restituire in cinque anni, al tasso di interesse del 3,5 per cento. Prestito che è difficile trovare nella storia di altre Fondazioni.
Certo il vostro Cronista non sta a dire che è irregolare, anzi, l’operazione è stata condotta con abilità di ingegneria finanziaria, ma vuole solo sottolineare come avere degli amici sia importante.
Dal punto di vista giornalistico la domanda è: Che c’azzecca lo scouting del Pescara con le finalità della Fondazione?