ORA EDUCAZIONE E RISPETTO
13/06/2016

Nella esaltazione della vittoria si può capire, anche se non giustificare, il comportamento di Sebastiani che non ha trovato il tempo per invitare alla festa della promozione Repetto e Iannascoli. Ora, però, è doveroso, da parte del presidente, anche per rispetto al ruolo, dimostrare eduzione, se ne è capace, e rispetto se sa come esprimerlo.
Nessun intento polemico in questa precisazione, ma è doveroso ricordare che la vittoria e la conquista della serie A è merito di tutti, anche di quelli che sono stati messi in condizione di allontanarsi negli ultimi momenti.
Sembra casuale, ma non lo è, che anche nella passata promozione, Sebastiani fece in modo che si allontanassero sia De Cecco, sia Caldora, con motivazioni piuttosto particolari.
Si può giustificare che, con la promozione raggiunta, si sia sentito come Cesare che andava a farsi incoronare, ma questi, mentre si recava al Senato aveva, per sua precisa indicazione, un servo che gli diceva all’orecchio, “Ricordati che sei solo un uomo”.
Lui, di servi, ne ha diversi a disposizione, ma nessuno così saggio da aiutarlo a capire che è “soltanto un uomo” che ha avuto abilità e fortuna e che non può, in alcun modo, annullare quanto di positivo fatto dagli altri perché il Delfino arrivasse vittorioso al traguardo.
Nella esaltazione del momento tutti sono disposti a cantare, saltare, ubriacarsi di gioia e a dimenticare… Ma, passata la festa, ritorneranno alla mente i vari atteggiamenti negativi che ha avuto nei confronti della tifoseria, di alcuni collaboratori, di alcuni soci e di quella stampa non aggreppiata.
Tutti i nodi tornano al pettine.
Ora educazione e rispetto sono necessari, anzi vitali, perché si possa costruire una base sulla quale costruire un sodalizio capace di restare in A e di non fare solo da ascensore per la felicità della sua cassa.
Infatti, mentre i tifosi sperano nella costruzione di una squadra capace di difendere il titolo sportivo, il presidente sta facendo i conti di quanto realizzerà con le vendite, quanto poco vorrà spendere per allestire una compagine e quanto rientrerà in cassa con il paracadute previsto in caso di retrocessione.
Come dire che ci saranno due filosofie a scontrarsi: quella dei tifosi, che vorrebbero un minimo di stagioni nella massima divisione, e quella del presidente che, con la collaborazione della Gea e di Moggi, cercherà di quantificare in soldoni ogni situazione.
Nessuno chiede la luna nel pozzo o che tutti i milioni in entrata siano investiti nel fare una squadra dignitosa, ma che ci sia rispetto per le attese della tifoseria sì.
Piccole società come il Pescara hanno dimostrato che si può sopravvivere in Serie A con oculata amministrazione ma anche con il rispetto verso le esigenze sportive.
Educazione e rispetto, quindi, sono i due pilastri su cui fondare la prossima stagione.